New bishop in IloIlo

 

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Bishop Jose Romeo Lazo

Pope Francis has accepted the resignation of Archbishop Angel Lagdameo of Jaro, and named Bishop Jose Romeo Lazo of San Jose de Antique to succeed him. Lagdameo, Jaro’s archbishop since 2000, is 77, exceeding for two years the age at which canon law requires bishops to turn their resignation to the pope. Bishop Lazo, who just turned 69 last month, will be the 13th archbishop of one of the largest archdioceses in the country with more than three million Catholic population. In the meantime, the pontiff has named Lagdameo, a former president of the Catholic Bishops’ Conference of the Philippines, as Apostolic Administrator “sede vacante” of the archdiocese until Bishop Lazo takes canonical possession.

Archbishop-elect Lazo was born on Jan. 23, 1949 in San Jose Buenavista, Antique. He was ordained a priest on April 1, 1975. On Nov. 15, 2003, Pope John Paul II appointed him bishop of Kalibo. Six years later, Pope Benedict XVI named him fourth bishop of San Jose de Antique. The second Filipino to be appointed this year, Lazo will oversee the archdiocese which covers the civil province and city of Iloilo and the province of Guimaras. He will also serve as metropolitan bishop of the suffragan dioceses within the Ecclesiastical Province of Jaro, which includes the dioceses of Bacolod, San Jose de Antique, San Carlos and Kabankalan. On February 10, Pope Francis also made his first appointment for the Philippines this year, naming Monsignor Abel Apigo as the new bishop of Mati in Davao Oriental. The bishop-elect succeeds Bishop Patricio Alo who resigned due to health reasons after serving the diocese for 34 years.

CBCP NEWS

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Filippini in Kuwait e abusi

Si prevede che fino a 10.000 lavoratori filippini in o verso Kuwait accoglieranno l’offerta del governo delle Filippine di un volo di ritorno a casa dopo che il corpo di una loro connazionale è stato trovato in un congelatore.

Il Presidente Duterte ha ordinato il divieto di mandare lavoratori filippini in Kuwait dopo la morte di diverse donne, tra cui la ventinovenne Joanna Demafelis.
Il corpo di Demafelis è stato trovato nel congelatore della casa dei suoi datori di lavoro Libanesi mercoledì, dove avrebbe potuto essere stato conservato da più di un anno. La polizia ha scoperto il corpo solo quando non ha iniziato a investigare il suo datore di lavoro per falsificazione di assegni. La famiglia di Demafelis aveva perso i contatti con lei dal maggio 2016.

L’offerta di ritornare o rimanere nelle Filippine è stata estesa ai 10.000 filippini già in Kuwait o in procindo di andarci. “Venderò la mia anima al diavolo per cercare denaro in modo che possiate tornare a casa e vivere meglio qui”, ha detto Duterte. martedì. 276.000 sono attualmente i lavoratori filippini che lavorano in Kuwait, un paese con una popolazione di 3 milioni di abitanti tra cui 600.000 lavoratori e lavoratrici domestici.

Secondo l’Human Rights Watch 2017, i lavoratori migranti dal sudest asiatico in Kuwait rimangono vulnerabili agli abusi, al lavoro forzato e alla deportazione per infrazioni minori, tra cui violazioni del codice stradale e “fuga” da un datore di lavoro. Nei primi quattro mesi del 2016, per esempio, le autorità hanno deportato circa 14.400 migranti.

Dengue vaccine fears

BBC News

Fears over a dengue vaccine in the Philippines have led to a big drop in immunisation rates for preventable diseases, officials have warned. Health Under-Secretary Enrique Domingo said many parents were refusing to get their children vaccinated for polio, chicken pox and tetanus. The fears centre on Dengvaxia, a drug developed by French company Sanofi. Sanofi and local experts say there is no evidence linking the deaths of 14 children to the drug. However, the company had warned last year that the vaccine could make the disease worse in some people not infected before.

Dengue fever affects more than 400 million people each year around the world. Dengvaxia is the world’s first vaccine against dengue. The mosquito-borne disease is a leading cause of serious illness and death among children in some Asian and Latin American countries, according to the World Health Organization (WHO).
What did Mr Domingo say about immunisation rates? “Our programmes are suffering… (people) are scared of all vaccines now”, he warned. Mr Domingo added that vaccination rates for some preventable diseases had dropped as much as 60% in recent years – significantly lower that the nationwide target of 85%. Mr Domingo expressed concerns about potential epidemics in the Philippines – a nation of about 100 million people, many of whom are impoverished.

What triggered fears about Dengvaxia? More than 800,000 children were vaccinated across the country in 2016-17. Fourteen of them have died. Dengvaxia immunisations were halted last year, as the Philippines launched an investigation into what caused the deaths. On Saturday, Doctors for Public Welfare (DPW) said a clinical review conducted by Philippine General Hospital forensic pathologists had determined that the deaths were not linked to the vaccine, the Philippine Daily Inquirer reported.

What about Sanofi’s reaction? In a statement, the French company said: “The University of the Philippines-Philippine General Hospital expert panel confirmed… that there is currently no evidence directly linking the Dengvaxia vaccine to any of the 14 deaths. “In Dengvaxia clinical trials conducted over more than a decade and the over one million doses of the vaccine administered, no deaths related to the vaccine have been reported to us. “Clinical evidence confirms dengue vaccination in the Philippines will provide a net reduction in dengue disease.”

Last November, Sanofi announced that its vaccine could worsen the potentially deadly disease in people not previously infected. “For those not previously infected by dengue virus, however, the analysis found that in the longer term, more cases of severe disease could occur following vaccination upon a subsequent dengue infection,” the firm said in a statement. Sanofi says Dengvaxia has been registered in 19 countries and launched in 11 of them. In its latest advice on the vaccine, the WHO said that “until a full review has been conducted, WHO recommends vaccination only in individuals with a documented past dengue infection”.

Silsilah e la scuola di pace

È in corso in questi giorni a Zamboanga, nell’isola di Mindanao (sud delle Filippine), un’intensa settimana di studio, confronto e dibattito tra cristiani e musulmani. L’iniziativa avviene nel contesto della World Interfaith Harmony Week, promossa, a partire dal 2010, dalle Nazioni Unite la prima settimana di febbraio di ogni anno come occasione di riflessione e impegno per il dialogo e la convivenza pacifica tra popolazioni di differente cultura e religione.

A livello locale la manifestazione (la cui prima edizione risale al 2012) ha tra i suoi più convinti promotori padre Sebastian D’Ambra, missionario del Pime, fondatore del movimento “Silslah” dedicato al dialogo islamo-cristiano. Da anni padre Sebastiano anima l’Harmony Village a Zamboanga, cuore pulsante di una vasta gamma di attività di dialogo che da quella città hanno progressivamente allargato il raggio di azione ad altre località in Mindanao e non solo.

Iniziata il 1 febbraio, la settimana proseguirà fino al 7, con una fitta serie di eventi che coinvolgeranno scuole, università, chiese cattoliche, moschee: il tema scelto per quest’anno suona: “Celebrare la potenza trasformante del’amore per Dio e per il prossimo a servizio del bene comune”.

La grande isola di Mindanao è tristemente famosa per essere, da anni, un covo di fondamentalisti musulmani: vi si respira un clima di tensione che non di rado sfocia in atti di violenza. Nel 2013 Zamboanga ha vissuto un vero e proprio assedio da parte dei terroristi islamici; diverse decine di vittime tra civili, militari e ribelli, oltre a migliaia di sfollati. Non lontano da qui, le isole di Basilan e Jolo ospitano da anni le roccaforti di Abu Sayyaf, la formazione estremista più radicale e violenta del mondo islamico filippino.

Di particolare interesse, nel contesto della Settimana dell’armonia, la giornata di ieri, dedicata al mondo della scuola: nella cornice del Grand Astoria Hotel circa 250 docenti, in larga parte musulmani, si sono confrontati su come veicolare i valori della pace e del dialogo all’interno della proposta scolastica rivolta a ragazzi e giovani delle diverse età. “Questo percorso, se gli insegnanti vengono adeguatamente formati, rappresenta un’occasione preziosa per costruire una cultura aperta alle differenze, al dialogo interculturale e religioso”, commenta padre Sebastiano D’Ambra. “Avete una grande missione”, ha aggiunto il missionario, nel suo saluto ai partecipanti al convegno.

Un appello alla responsabilità fatto suo anche da Sarah L. Handang, musulmana, coordinatrice dei programmi scolastici di “insegnamento dei valori islamici”, la quale – grande amica del Silsilah – ha sottolineato quanto sia importate educare, fin dalla tenera età, i ragazzi e le ragazze a un atteggiamento di apertura alla diversità e stima reciproca. “Un processo lento ma necessario”, ha commentato la professoressa, aggiungendo che “nonostante la fatica vale la pena non arrendersi”.

War vs NPA endangers Lumads

DAVAO CITY (MindaNews / 30 January) – President Rodrigo R. Duterte’s order to “destroy” the New People’s Army (NPA) endangers thousands of Lumads (indigenous peoples) and farmers in Mindanao as it gives the military a “go signal” to continue the deployment of troops and operations in their communities, a Lumad group said Tuesday.

Kerland Fanagel, chairperson of PASAKA Confederation of Lumad Organizations-Southern Mindanao, said the all-out war could displace the indigenous peoples, worsen the situation in Mindanao and cost the President “isolation and condemnation” from the Lumads. Fanagel said over 100 Manobo evacuees from Talaingod and Kapalong towns in Davao del Norte have been holed up for four years at the Haran evacuation enter of the United Church of Christ in the Philippines in Davao City to escape alleged harassment by paramilitary and military units in their areas.

He said PASAKA-SMR noted that 34 of the 112 victims of politically-motivated killings recorded since 2016 were Lumads, including a student from Talaingod who was killed last year by the Alamara, an alleged paramilitary group. He said a certain Ricky Olado, 30, a Lumad in Arakan, North Cotabato and member of the Tinananon Kulamanon Lumadnong Panaghiusa was killed on January 28.

Another Lumad, Timuay Alberto Andes, a leader of the Subanen tribe in Zamboanga del Norte was arrested by the paramilitary. Upon arrival from his two-day visit in India on Saturday at the Davao International Airport, Duterte said his order against the “enemies of the state,” including the NPA, is to destroy them.

He also vowed to go after the so-called legal fronts of the NPA. “Pero kayong (but you) enemies of the state, my orders are really to destroy, to destroy the apparatus. Itong NPA, totodasin ko talaga sila. Tatapusin ko. (This NPA, I will kill them. I will finish them). The talks are over. No more talks,” Duterte said.

He said he will also order Environment Secretary Roy Cimatu to cancel the permits of mining companies that are paying the NPA so-called revolutionary taxes. “Kayong mga nakikinig, Kayong mga Lumad. Niloloko lang kayong lahat niyan. Alam mo kung si — kay sabi ko nga, kung bright ‘yang Sison na ‘yan, siya ang Presidente ngayon galing sa India, hindi ako. (Those of you who are listening, you Lumads. You are just being fooled. As I said, if Sison was really bright, he could have been the President who visited India, not me),” he said.

He said the money the NPA reportedly collects from mining companies is being used to fund an organization that destroys the country. Fanagel said there has been a rapid deployment of troops in Mindanao, including the 56th Infantry Battalion and the 15th IB from Bicol Region that are detailed in Davao del Norte, North Cotabato, and Bukidnon. “It shows that this government is no different from the past governments who launch counter-insurgency programs that target Lumad and peasant communities and schools. They will fail to silence the Lumads who are defending their culture and their ancestral domain from mining and plantations,” he added.

Duterte’s Proclamation No. 374 declares the Communist Party of the Philippines and the NPA as terrorist organizations pursuant to Republic Act No. 10168, also known as the Terrorism Financing Prevention and Suppression Act of 2002. The law states, “It is the policy of the State to protect life, liberty, and property from acts of terrorism, to condemn terrorism and those who support and finance it and to recognize it as inimical and dangerous to the national security of the country and the welfare of the people, and to make financing of terrorism a crime against the Filipino people, against humanity, and against the law of nations.”

The proclamation added that the law “criminalizes the financing of terrorism and dealing with property or funds of designated persons/organizations, and prevents and suppresses the commission of said offenses through freezing and forfeiture of the property or funds of said designations persons/organizations, among others.” (Antonio L. Colina IV/MindaNews)

Rimesse in valuta lavoratori emigrati

Le rimesse in valuta estera dei filippini espatriati hanno continuato a salire nel novembre dello scorso anno, dato che i lavoratori filippini all’estero hanno inviato più soldi a casa, secondo il Bangko Sentral ng Pilipinas. Il governatore del BSP Nestor Espenilla Jr. ha affermato che le rimesse per il solo mese di novembre hanno raggiunto $ 2,5 miliardi, con un aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Ciò ha portato le rimesse cumulative per i primi 11 mesi del 2017 a $ 28,2 miliardi, con un tasso di crescita del 5,1 percento rispetto all’anno precedente.

Le rimesse dai lavoratori espatriati filippini a breve termine sono aumentate del 3,7%, mentre quelle da quelle con contratti a lungo termine, sia terrestri che marittimi, sono aumentate del 5,1%. Su base annua, le rimesse di cassa alla fine di novembre 2017 ammontavano a $ 25,3 miliardi. Questo rappresenta un aumento del 4% rispetto al livello del 2016.

Secondo il BSP, la maggior parte delle rimesse di cassa per i primi 11 mesi dell’anno proveniva dagli Stati Uniti, dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Arabia Saudita, da Singapore, dal Giappone, dal Regno Unito, dal Qatar, dal Kuwait, dalla Germania e da Hong Kong. Le rimesse combinate di questi paesi hanno rappresentato l’80,2% delle valute estere totali inviate dai filippini all’estero ai loro beneficiari nelle Filippine.

12 milioni circa sono i lavoratori filippini all’estero, 170.000 in Italia.

Fu un ‘semplice omicidio’

popsCirca l’omicidio di padre Fausto Tentorio, sei anni fa, il Dipartimento della Giustizia (DOJ) ha ordinato di presentazione una nuova denuncia di omicidio contro due ufficiali militari e altri ancora, tra cui due membri del gruppo etnico Manobo identificati come molto vicini a Nancy Catamco, Rappresentante di Nord Cotatabo.

Descrivendolo come “nient’altro che semplice omicidio”, il vice procuratore governativo Peter Ong ha detto che la presunta affiliazione di Tentorio con i gruppi di sinistra “non è stata rilevante” nella inchiesta condotta subito dopo l’uccisione di padre Fausto il 17 ottobre 2011. Il segretario di giustizia Vitaliano Aguirre II aveva poi emanato l’ordine del Dipartimento n. 208 che dava a Ong la possibilità di riesaminare il caso dopo che l’accusa di diverse persone implicate nel delitto era stata bloccata.

“Speriamo di aver in qualche modo dato giustizia a Padre Tentorio”, ha detto Ong ai giornalisti. Ong ha detto poi che almeno 20 soldati appartenenti al 57 ° battaglione dell’esercito di stanza nella città di Makilala, nella provincia di North Cotabato, hanno preso parte alla pianificazione dell’uccisione di Tentorio, ucciso da un solo assassino all’interno del complesso della parrocchia di Arakan.

L’esercito comunista del Nuovo Popolo (NPA) e il Fronte islamico di liberazione Moro avevano precedentemente sostenuto le affermazioni dei residenti e degli operatori ecclesiastici locali che i militari avevano orchestrato l’omicidio di Tentorio.
“Non c’era il motivo di uccidere una persona che tra l’altro non era un combattente. È un semplice omicidio “, ha sottolineato Ong. “Non c’è politica (nel suo omicidio). Non ha nulla a che fare con gli NPA. È un semplice omicidio. ”

Accusati dell’omicidio sono il colonnello dell’esercito Joven Gonzales, il maggiore Mark Espiritu, Jimmy Ato, suo fratello Robert Ato, Jan Corbala, Nene Durado, Kaing Labi, Joseph Basol, Edgar Enoc, Romulo Tapgos, William Buenaflor e un certo alias Katong. I fratelli Ato sarebbero stati membri di un gruppo paramilitare chiamato “Bagani”. In precedenza Nancy Catamco aveva ammesso di aver fornito loro un avvocato. La nuova denuncia, tuttavia, dovrà ancora passare attraverso un’indagine preliminare regolare, Ong ha chiarito.

2018 Phil Calendar

Jan 1 Monday New Year’s Day Regular Holiday
Feb 16 Friday Chinese Lunar New Year’s Day Special Non-working Holiday
Feb 25 Sunday People Power Anniversary Observance
Mar 20 Tuesday March equinox Season
Mar 29 Thursday Maundy Thursday Regular Holiday
Mar 30 Friday Good Friday Regular Holiday
Apr 1 Sunday Easter Sunday Observance
Apr 9 Monday The Day of Valor Regular Holiday
Apr 13 Friday Lailatul Isra Wal Mi Raj Common Local holidays
May 1 Tuesday Labor Day Regular Holiday
Jun 12 Tuesday Independence Day Regular Holiday
Jun 16 Saturday Eidul-Fitar Common Local holidays
Jun 21 Thursday June Solstice Season
Aug 21 Tuesday Ninoy Aquino Day Special Non-working Holiday
Aug 22 Wednesday Id-ul-Adha (Feast of the Sacrifice) Common Local holidays
Aug 23 Thursday Id-ul-Adha Day 2 Common Local holidays
Aug 27 Monday National Heroes Day holiday Regular Holiday
Sep 12 Wednesday Amun Jadid Muslim, Common Local holidays
Sep 23 Sunday September equinox Season
Nov 1 Thursday All Saints’ Day Special Non-working Holiday
Nov 2 Friday All Souls’ Day Observance
Nov 21 Wednesday Maulid un-Nabi Common Local holidays
Nov 30 Friday Bonifacio Day Regular Holiday
Dec 8 Saturday Feast of the Immaculate Conception Observance
Dec 21 Friday December Solstice Season
Dec 24 Monday Christmas Eve Observance
Dec 25 Tuesday Christmas Day Regular Holiday
Dec 30 Sunday Rizal Day Regular Holiday
Dec 31 Monday New Year’s Eve Special Non-working Holiday

Tifone Vinta

L’ultimo tifone dell’anno, Vinta o Tambin, al suo passaggio si è lasciato alle spalle disastri e vittime nell’isola di Mindanao. Forse è stato anche la causa del tragico incendio ad un centro commerciale, MCCC Mall, in Davao City che ha causato la morte di 37 dipendenti che poco prima dell’apertura del negozio si trovavano al quarto piano.
Secondo il governo locale le vittime sarebbero 123 ma sarebbero centinaia ancora i dispersi. Danni e vittime anche nella penisola di Zamboanga, specialmente nella municipalità di Sibuco, nel villaggio di Anognan, già da tempo considerato zona a rischio per smottamenti, frane e alluvioni.

Traghetto affondato molti passeggeri dispersi

Un traghetto con 251 persone a bordo si è rovesciato in mare aperto al largo delle Filippine giovedì, 21 dicembre, e si temono molte vittime. L’incidente è avvenuto al largo della città di Real, a circa 70 km a est di Manila, quando la barca Mercraft 3, stava navigando verso la remota isola di Polillo con moltissimi centinaia di passeggeri a bordo che rientravano a casa per le feste natalizie.

Il traghetto aveva lasciato Real mentre il sud dell’arcipelago si preparava a ricevere la tempesta tropicale Tembin o Vinta, che dovrebbe colpire le Filippine nelle prossime ore di domani, venerdì. La nave era stata autorizzata a navigare in quanto non c’erano avvisi di tempesta nei dintorni di Real e Polillo, a est dell’isola principale di Luzon.

Le Filippine, un arcipelago di oltre 7.000 isole sulla rotta del tifoni del Pacifico, sono afflitte da uno scadente trasporto marittimo. Negli anni molti sono stati gli incidenti pre-natalizi. 30 anni fa un traghetto, il Dona Paz, si è scontrò con una petroliera in un incidente prenatalizio che causò oltre 4.000 morti, il peggiore disastro marittimo del mondo in tempo di pace. Più recentemente, nel 2015, il traghetto “Kim Nirvana” si è capovolto poco dopo la partenza dalla città di Ormoc, nel centro delle Filippine, provocando la morte di 61 persone. L’incidente fu dovuto anche al sovraffollamento. Oltre ai passeggeri, la barca trasportava anche sacchi di cemento, riso e fertilizzanti oltre il peso dovuto. Nel 2013, almeno 71 persone annegarono quando il traghetto Saint Thomas Aquinas affondò dopo essere entrato in collisione con una nave da carico vicino al porto di Cebu nelle Filippine centrali. La nave trasportava 830 passeggeri e membri dell’equipaggio.