ToBeMarried
•January 27, 2010 • Leave a CommentRitorno a Lubang
•January 19, 2010 • Leave a CommentPadre Giancarlo Bossi, dopo diversi mesi in San Jose dai primi di gennaio si trova ora a Lubang Island nel Vicariato di San Jose – Mindoro Occidentale, nella parrocchia centrale della Nostra Signora dell Assunta (vedi foto). Il suo arrivo coincide, purtroppo, con il ritorno delle salme delle vittime della M/V Catalyn B, una barca a motore lunga circa 15 metri affondata il 24 dicembre alle due di notte mentre navigava verso Tilik l’unico approdo dell’isola. Era partita da manila con circa 90 i passeggeri a bordo che ritornavano nell’isola per le feste natalizie. 14 salme sono state riportate a Lubang in 19 gennaio e a padre Giancarlo l’ingrato e sofferto compito di celebrare i loro funerali.
PimeRp2009inBreve
•December 31, 2009 • Leave a Comment2009. L’anno PIME inizia il 7 gennaio con il tradizionale taglio di barba e capelli a padre Fausto Tentorio in Arakan Valley che per un anno fa il nazareno. Un evento che si ripete oramai da più di vent’anni (con sempre meno capelli) e che si celebra con danze, canti e lo spennamento di una normale gallina. In febbraio si è svolta la nostra Assemblea Regionale con la presenza di padre Livio Maggi della Direzione. Quattro giornate dove si è parlato di tante cose per poi eleggere la nuova guida della Regione PIME-Filippine, padre Gianni Re. Nello stesso mese il saluto a padre Peter Geremia che lascia, dopo 25 anni, il Programma diocesano dei TF (Tribal Filipino) in Kidapawan per spostarsi nella parrocchia di Columbio. In marzo Gerolamo Fazzini, di Mondo e Missione, visita i nostri posti di lavoro alla ricerca di notizie. Ai primi di aprile inizia il corso breve estivo all’Euntes di Zamboanga diretto da padre Giulio Mariani. A meta maggio il Silsilah gestito per anni da padre Sebastiano D’Ambra celebra il suo 25mo di fondazione. Nello stesso mese ritorna nelle Filippine padre Steve Baumbusch ed inizia il suo impegno come rettore del Seminario di Teologia in Tagaytay. In giugno, dopo il suo servizio in Italia, ritorna pure padre Giuseppe Carrara (che come padre Fausto si fa pelato, ma non una volta bensì 365 volte all’anno) e inizia a studiare il Tagalog. Nello stesso mese muore a Lecco la mamma di padre Fernando Milani, Lucia. Alla fine di Giugno, dopo sei anni nella parrocchia di San Pedro, padre Milani con Paulo Amorim, che ha appena finito di studiare Visaya-Ilonggo, si trasferisce nella parrocchia di San Nicolas de Tolentino, Tobias Fornier-Dao. Alla fine del mese anche il 50mo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Ilario Trobbiani. In luglio inizia il secondo corso internazionale dell’Euntes che terminerà ai primi di novembre. Il nostro ritiro spirituale sulla quotidianità del vangelo viene condotto da don Davide Calderola nei primi di agosto. Durante questi giorni, dall’Italia, la notizia della morte della mamma di padre Giancarlo Bossi, Amalia. In settembre padre Ilario Trobbiani, in Italia, viene elevato a Cittadino Onorario di Corridonia, Macerata, e all’Euntes si celebra la festa di Giovanni Mazzucconi. I primi di ottobre padre Bossi inizia il suo apostolato nella cattedrale di San José, Mindoro Occidentale. In ottobre, sempre all’Euntes arrivano come resource persons i padri del PIME Sergio Fossati e Vito DelPrete. Ai primi di novembre la morte del papà di padre Steve Baumbusch, William. Nello stesso mese padre Carrara, si sposta nel Vicariato di Mindoro Occidentale, nella parrocchia di Santa Teresa. In dicembre i padri Robert Ngari e Gianni Sandalo inaugurano la nuova casa parrocchiale della Parrocchia di Mary Queen in Parañaque, MetroManila. Nel frattempo sono cresciuti barba e capelli a padre Fausto che separati ben presto dalla testa verranno elevati a sacrificio in nome di una economia della sobrietà dove tuttavia la perdita non è altro che l’equivalente assoluto della ri-crescita. Come sono gli anni che iniziano e finiscono, appunto.
Pime1989
•December 28, 2009 • Leave a CommentSunOfChristmas
•December 22, 2009 • 2 Comments
The real time is always a product of our imagination. In the Philippines “time” is called “panahón” from the root “dáhon”, which means “leaf”. “Panahón” means also “season”. An event in space that very slowly appears, grows and then falls down. This is the reason why in the Philippines Christmas is not just a day but a period of time. It starts in December 16 and go on until the great festivity of Santo Niño on the third Sunday of January when street dances,like leaves, will multiply all over the Country. It is as every filipino would like to remain near the little Jesus as long as possible. On the other hand this prolonged festival helps to face the rigidity impose by daily timetables, work, rules and regulations that many times are the causes of tensions, diversity, difference of class and marginalization among people. So, in this traditional season you have plenty of time to better appreciate the gifts of peace, friendship and solidarity, values contained in every Christmas message.
Naturally the product of imagination can also overcome the slow grow of a leaf in order to have an immediate moment of pleasure and trasgression. Every festivity has its own trasgression and, as usual, they will be expiated at the beginnig of the next festive cycle like, for instance, the Holy Week. Unless you, regardless any cycle, would like to continue to live excited moments like a grown up (but not innocent) child. As a local says: “Drink Beer now because there isn’t any in the Sky” and here only the imagination of yourself dropping withered to the ground, the same where the trees rise, can change your mind.








