Due giorni dopo il Word Press Freedom Day, l’amministrazione Duterte ha chiuso ABS-CBN, il più grande network di diffusione delle notizie via radio e tv delle Filippine. La National Telecommunications Commission (NTC) ha emesso infatti un ordine di cessazione delle attività di ABS-CBN per il 4 maggio. In dichiarazioni separate, la National Union of Journalists of the Philippines (NUJP) ha condannato la mossa, affermando che il ruolo dei media è ancora più importante nel mezzo di un’emergenza sanitaria globale. La sospensione della licenza a ABS-CBN è il più grande attacco, finora, ai media filippini dopo l’inizio della pandemia. (Le Filippine hanno perso due posizioni nel recente World Press Freedom Index pubblicato da Reporter Senza frontiere (RSF) per l’anno 2020). Per esempio, dalla messa in atto della lergge chimata Bayanihan To Heal come One Act, alcuni giornalisti sono stati messi in prigione per aver diffuso “notizie false” sulla pandemia di COVID-19. Le cosidette “fake news” conferiscono al governo i poteri di perseguire qualsiasi reporter o media che pubblicano notizie non gradite al governo di Duterte.
La pandemia viene così utilizzata per la repressione dei media che vengono demonizzati quando esprimono il dissenso circa la risposta militaristica del governo alla crisi sanitaria. Ha diversi giornalisti del paese è stata ritirata la licenza di operare perché non accreditati dal governo per seguire lo sviluppo della pandemia.

Anche la continua accusa di essere ‘sovversivi’ verso alcuni giornalisti critici del governo non si è fermata durante la crisi sanitaria, nonostante l’insistenza sul fatto che i media sono un partner efficace per diffondere utili consigli in questo momento cruciale.  A Iloilo, per esempio, sette giornalisti sono stati arrestati il ​​1 ° maggio, per presunta violazione del Republic Act 11332, che richiedeva la segnalazione obbligatoria di malattie trasmissibili ed eventi sanitari che minacciano la salute pubblica, cosa che loro hanno fatto.
In altre parole, la lotta contro il COVID-19 è diventata anche una vera e propria guerra contro il giornalismo indipendente; molte volte brutale. Dal 1 gennaio 2019 al 30 aprile 2020, sono state numerose le minacce, attacchi e arresti contro lavoratori dei media (con 3 giornalisti uccisi). Oggi chi ne fa le spese è, appunto, ABS-CBN.