fistDopo le elezioni dei nuovi senatori, sono state sollevate preoccupazioni sull’indipendenza del Senato. Nove dei 12 senatori sono stati sponsorizzati dall’attuale presidente tra cui l’ex capo della polizia Bato dela Rosa, uno dei responsabili della violenta campagna antidroga voluta da Duterte. Solo due senatrici, durante la proclamazione, Grace Poe e Nancy Binay , si sono rifiutate di estendere il pugno in avanti come di solito fa Duterte, un gesto abbastanza comune nei film di azione o nelle anime giapponesi quando ci si scaglia contro il nemico. In realtà la regola del pugno di ferro, sembra una finta politica. Anche se appare un uomo forte, questo presidente, non è mai riuscito ad affrontare seriamente le radici del narcotraffico, della criminalità e della povertà.

Comunque, di nemici ne sono rimasti ben pochi. Ora in Senato e alla Camera, completamente in pugno a Duterte, si discutono leggi repressive come la pena di morte, il cambiamento della Carta Costituzionale, emendamenti dell’Health Security Act, l’abbassamento dell’età minima nella responsabilità penale, la privatizzazione dei servizi pubblici, federalismo e altri ancora. Sembra che il piano di questa amministrazione sia quello di allontanare l’opinione pubblica da questioni delicate come i rapporti con la Cina, la fallimentare guerra alla droga, il conflitto contro i movimenti rivoluzionari comunisti e islamici, la corruzione ecc. Tuttavia, questi saranno problemi che prima o poi i vecchi e nuovi eletti dell’amministrazione, volenti o nolenti, dovranno affrontare.

Circa le ambizioni politiche dei senatori, già si guarda alle elezioni presidenziali del 2022.  Per ora non si sa se i nuovi senatori permetteranno a Sara Duterte, figlia del Presidente, di essere il prossimo presidente delle Filippine, come già si accennava nel precedente Senato. Una cosa è certa, il campo politico di Duterte vuole assicurarsi che il prossimo in carica non lo ritenga responsabile dei problemi del paese. Tuttavia, come sempre succede in questi casi, le lotte intestine all’interno dell’apparato dominante prima o poi saranno destinate ad emergere e solo allora capiremo di che materiale è fatto il pugno di questo presidente.

Nel frattempo, un fedelissimo senatore di Duterte, Manny Pacquiao, a 40 anni, cercherà a giorni di prendere meno pugni possibili ma più soldi sul ring di Las Vegas. La boxe, già, uno sport violento che nelle prossime Olimpiadi, così si dice, dovrebbe essere abolito.

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