by Fr. Wilfredo M. Samson, SJ

THE increasing incidence of senseless killings and violence related to the drug problem is indeed morally alarming. Since President Rodrigo Duterte announced his desire to solve the drug crisis in our country, the daily killings of suspects involved in drug trade have became part of our morning news. We are one with the President in solving the menace of illegal drugs, but killing people – guilty or not – is not and never will be the solution. The solution to the problem is not killing the users but apprehending those who produce prohibited drugs.

According to PNP statistics, as of July 2018, 4,500 people were killed in legitimate police operations. (In reality) Sad to say, 23,518 were killed by “unidentified assailants” and 149,265 (so called) drug users were arrested all over the country.

Having garnered the highest EJK incidence, Kalookan City was tagged as the EJK capital of the Philippines. In Kalookan City, almost daily, someone is being murdered without mercy. Unfortunately, most of the victims are minors, innocent, and poor people.

This remorseful and dangerous reality, moved Bishop Virgilio “Ambo” David, the Bishop of Kalookan City, to lead the fight against EJK in his diocese. He recognizes the importance of healing and empowering the poor, since most of the EJK victims come from the poor segment of society.

As part of Bishop Ambo’s “Out of the box” program, he invited religious communities to live with “the poorest of the poor” in his diocese. He invited them to establish mission stations whose main objective is to cater to the needs of the poor, especially to the families of the victims of EJK. The prelate envisions that the mission stations will help empower people to eradicate the drug problem and the incidence of EJKs. He wants religious communities to help build BECs, educate the poor about their legal rights, assist families of EJK victims, and be catalysts of hope in communities.

On Oct. 1, 2018, Bishop Ambo officially installed the 13th mission station in his diocese, the Sacred Heart Mission Station in Kaunlaran Village. The Society of Jesus has assigned one Jesuit priest and two scholastics to shepherd the community. The energetic Bishop Ambo simply wants the mission stations to do the following:

  • Build the COMMUNITY of active disciples;
  • Be the PRESENCE of the Church;
  • EMPOWER people to fight for life, and
  • Be an INSPIRATION to the poorest of the poor

All Christians are being invited by the Lord to help save lives, heal wounds, and bring hope to the poor. Our Lord explicitly commands us, “Gather all those crumbs, nothing should be wasted” (John 6:12).

EJK is evil. Violence must be stopped. We pray for more courageous disciples to preach the Good News and resist all evil works. As Bishop Ambo said, “The death of our conscience is more dangerous than [the] senseless killings themselves.”


 

L’aumento del numero di uccisioni e violenze extra legali (EJK, Extra Judicial Killing) legate al problema della droga è oggi davvero allarmante. Ogni giorno, da quando il presidente Rodrigo Duterte ha annunciato il suo piano per risolvere (a modo suo) la crisi della droga nel nostro paese, sono in corso sommarie uccisioni di sospettati coinvolti nel traffico di droga. Siamo con il presidente nel risolvere la minaccia delle droghe illegali, ma uccidere persone – colpevoli o meno – non è e non sarà mai la giusta soluzione. La soluzione non sta nell’uccidere chi è sospettato di usare la droga ma arrestare coloro che la producono.

Secondo le statistiche della Polizia Nazionale a luglio del 2018, in tutto il paese, 4.500 persone sono state uccise dalla Polizia in legittime operazioni. In realtà è stato documentato che 23.518 siano le vittime uccise (illegittamente) da “assalitori non identificati” e 149.265 gli arresti arbitrari di coloro considerati tossicodipendenti.

Dopo aver avuto la più alta concentrazioni di questo tipo di uccisioni, la città di Kalookan è stata etichettata come la capitale filippina degli EJK , dove si stima, tuttavia, che la maggior parte delle vittime sono minorenni, innocenti e povera gente.

Questa triste realtà ha mosso mons. Virgilio “Ambo” David, il vescovo della città di Kalookan, a guidare la lotta contro l’EJK nella sua Diocesi, riconoscendo l’importanza di guarire e responsabilizzare i poveri, dal momento che la maggior parte delle vittime dell’EJK proviene dal segmento più povero della società.

Come parte del programma “Out of the box” (letteralmente “uscire dal proprio guscio” cioè dalla ristretta opinione corrente) mons. Ambo, ha invitato le comunità religiose a vivere con “i più poveri dei poveri” nella sua diocesi. Li ha invitati a stabilire stazioni missionarie il cui obiettivo principale è di attendere ai bisogni dei poveri, in particolare delle famiglie vittime dell’EJK. Il prelato si auspica che le stazioni missionarie possano aiutare le persone a sradicare il problema della droga e del numero delle uccisioni EJK. Vuole che le comunità religiose aiutino a costruire le BEC Comunità di Base, per educare i poveri nel riconoscere i loro diritti legali, assistere le famiglie delle vittime dell’EJK ed essere catalizzatori di speranza nelle comunità.

Il primo ottobre del 2018, il vescovo Ambo ha installato ufficialmente la tredicesima stazione missionaria nella sua diocesi, la Sacred Heart Mission Station nel villaggio di Kaunlaran. La Compagnia di Gesù ha affidato questa stazione a un pastore gesuita e a due scolastici come guide della comunità locale. Mons. Ambo vuole semplicemente che le stazioni di missione facciano quanto segue:

  • Costruire una COMUNITÀ dei discepoli;
  • Essere  la PRESENZA della Chiesa;
  • Incoraggiare le persone a combattere per la vita, e
  • ad essere un’ispirazione per i poveri dei più poveri.

Tutti i cristiani sono stati invitati dal Signore a salvare vite, a guarire le ferite e a portare speranza ai poveri. Nostro Signore ci comanda esplicitamente: “Raccogli tutte quelle briciole, niente deve essere sprecato” (Giovanni 6:12).

EJK è il male. La violenza deve essere fermata. Preghiamo per i discepoli più coraggiosi affinchè possano predicare la Buona Novella e resistere a tutte le opere malvagie. Come dice mons. Ambo, “La morte della nostra coscienza è più pericolosa delle [stesse] uccisioni insensate“.