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November 27, 2018, great celebration for the eighty years of Father Peter Geremia.

At ten o’clock the Holy Mass at the ICON center with the participation of people from all over Mindanao, especially from the parishes where Father Peter worked, Columbio, Tulunan, Diocesan Center, Arakan Valley. The youngest Anthony, just two weeks old and his presence is moving. The Holy Mass dedicated to the Virgin of Guadalupe, to which the Diocesan Center is dedicated and very dear to Father Peter too.

After the canticle of Mary, Father Peter talked to the assembly, about a hundred and eighty people, remembering the first steps to Kidapawan, his meeting with the Basic Christian Communities (GKK), a diocesan program rooted in the bible and carried on above all by the laity who inspired him to found the GLK (Basic Tribal Communities) which became the base, in fact, of a wider diocesan program called TF (Tribal Filipino). Of course, even a brief mention of the closure, after 25 years, of the same program that, however, with great commitment is now carried out autonomously by laymen and laywomen such as ICON (Inter Cultural Organization Network) and NGOs composed of peasants and tribals. They have the task of collaborating with other forces to build a Kingdom of God that takes into account all the realities of society starting from the poorest, said Father Peter.

Recalling the phone call received from “Bepi” his brother priest, from Treviso, Italy, he then went on the topic always preferred by him of the Kingdom of God where Justice and Peace must reign, values ​​not yet pursued by the current society still shaken by clashes and conflicts, often armed. Many, imitating Christ, gave their lives for these values, like martyrs, priests or ordinary people. Here Father Peter recalled a sentence written in the will of Father Fausto Tentorio: “Ang imong pangandoy, akong pangandoy and imong pakigbisog, akong pakigbisog: Busa ikaw ug ako usa ra. Kauban sa pagpanday sa Ginharian sa Dios! “)(Your desire is my desire. Your struggle is my struggle, so you and I are united: companions in building the Kingdom of God. Referring to the passion of Christ he practically concluded by asking: “How to continue the process of change initiated by Christ? How to continue our commitment to peace? “Seek first the kingdom and righteousness of God, and all these things will come upon you” (Matthew 6:33), he answered mentioning Jesus.

The day continued through lot of visits, food and drinks offered to everyone, both at lunch and at dinner, when even the bishop of Kidapawan Msgr. Josè Colin Bagaforo arrived wishing Father Peter a long life: another twenty years? and Peter smiled.

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Grande festa per gli ottanta anni di padre Peter Geremia. La tradizionale magnanita alle 3 del mattino al Centro Diocesano della Diocesi di Kidapawan, dove padre Peter ha la sua stanza, è andata buca per via di Digong il mostruoso cane da guardia che protegge il compound dagli intrusi, lasciato in libertà dalle 9 di sera alle 5 del mattino.

Alle dieci la Santa messa al centro ICON con la partecipazione di gente da ogni parte di Mindanao, soprattutto dalle parrocchie dove padre Peter ha lavorato, Columbio, Tulunan, Centro Diocesano, Arakan Valley. Il più giovane Anthony, appena due settimane di vita e la sua presenza commuove. Messa dedicata alla Vergine di Guadalupe, alla quale il centro diocesano è dedicato e molto cara anche a padre Peter.

Dopo il cantico di Maria, padre Peter si è aperto all’assemblea, di circa cent’ottanta persone, ricordando i primi passi a Kidapawan, il suo incontro con le comunità di base (GKK), un programma diocesano radicato sulla bibbia e portato avanti soprattutto dai laici che lo ha ispirato a fondare le GLK ( Comunità Tribali di Base) base, appunto, di un programma diocesano detto TF (Tribal Filipino) più ampio. Naturalmente, anche un breve accenno alla chiusura, dopo 25 anni, dello stesso programma che, tuttavia, con grande impegno è ora portato avanti autonomamente da laici come ICON (Inter Cultural Organization Network) e Ong di contadini e tribali. A loro il compito di collaborare con altre forze alla costruzione di un Regno di Dio che tenga conto di tutte le realtà della società partendo dai più poveri, ha detto padre Peter.

Ricordando la telefonata ricevuta da Bepi suo fratello sacerdote, si è poi dilungato sul tema a lui sempre prediletto del Regno di Dio dove deve regnare Giustizia e Pace, valori non ancora perseguiti dalla società attuale ancora scossa da scontri e conflitti, molte volte armati. Molti, imitando Cristo, hanno dato la vita per questi valori, come i martiri, preti o gente comune. Qui padre Peter ha ricordato una frase scritta nel testamento di padre Fausto Tentorio: “Ang imong pangandoy, akong pangandoy e imong pakigbisog, akong pakigbisog: Busa ikaw ug ako usa ra. Kauban sa pagpanday sa Ginharian sa Dios!” (Il tuo desiderio è il mio desiderio. La tua lotta è la mia lotta. Pertanto, tu ed io siamo uniti: compagni nella costruzione del Regno di Dio). Rifacendosi alla passione di Cristo ha praticamente concluso chiedendo: “Come continuare il processo di cambiamento iniziato da Cristo? Come continuare il nostro impegno per la Pace? “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33).

La giornata è proseguita tra visite, cibo e bevande offerte a tutti, sia a pranzo che a cena, quando anche il vescovo mons. Josè Colin Bagaforo è arrivato augurando a padre Peter lunga vita: altri vent’anni? “Digong” permettendo.

 

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