Strana notizia questa apparsa su Inquirer sabato scorso, il presidente Rodrigo Duterte avrebbe detto che gli estremisti solitamente prendono di mira gli “occidentali” nelle Filippine, perché il paese è stato nelle mani dell’Occidente per oltre 300 anni. Il commento è stato fatto al Subaraw Biodiversity Festival, un’occasione per celebrare il famoso fiume sotterraneo della città di Puerto Princesa, isola di Palawan non troppo distante dal Borneo. Duterte ha insistito dicendo che gli estremisti (islamici) cercano i ‘bianchi’, li rapiscono perché li odiano. Questo per via della colonizzazione delle Filippine da parte della Spagna e quelle di altre nazioni, come Malesia e Indonesia, da parte di Gran Bretagna e Olanda (ma non ha menzionato gli Stati Uniti). Occupazione che ha fatto molte vittime tra la popolazione Moros e questa è la ragione dei rapimenti e uccisioni. Secondo Duterte gli estremisti non trovano nulla di sbagliato nell’uccidere (occidentali) perché lo fanno per vendicarsi delle uccisioni provocate dalla colonizzazione.

La notizia è strana perché non si capisce dove vuole andare a parare.  Ai turisti stranieri in Palawan o Boracay a non essere troppo invadenti quando arrivano là? Oppure che qualora ‘occidentali’ vengano rapiti o uccisi in zone a maggioranza musulmana il governo vaglierà le ragioni storiche prima di investigare i casi?

Lo straniero, soprattutto occidentale, è un personaggio ricorrente nei discorsi del presidente quando si parla di critiche al suo operato. Lo scorso settembre, parlando ai soldati a Camp O’Donnel, Tarlac, ha fatto capire che solo il popolo filippino può criticarlo, non certo quei ‘caucasici’ che vengono qui per cercare solo difetti. Target per i militari? Anche qui non si capisce pur leggendo la notizia diverse volte sul Manila Bulletin

A volte stranieri e chiesa entrano nello stesso discorso, come a Davao lo scorso luglio dove riprendendo l’argomento ha detto che tutti i filippini hanno il diritto di criticare il suo modo di governare, ma non gli stranieri. Anche se sono dei ‘santi’ non si devono permettere di criticare il paese come noi non possiamo farlo quando siamo là da loro. Ma poi la parola santo lo ha portato su un altro target a lui favorito. Ha invitato la Chiesa cattolica a criticarlo con tutto il cuore, basta che non lo faccia in nome di Dio. Una premessa per confermare la separazione Chiesa e Stato in un governo repubblicano. Quando si critica non bisogna farlo in nome di Dio, ha detto Duterte, se no “Ti manderà all’Inferno”

Insomma, importante non criticare sia da stranieri che da fedeli. Il discorso è diverso quando si parla di business. Oggi gli stranieri (in maggioranza cinesi) possono avere il 40 % di capitale in società già presenti in molti settori economici del paese, arrivando in alcuni casi al 100% con l’ E.O. (Executive Order) n.65.