Un filippino di fronte a questa terrificante maglietta cosa può provare se non sensi di colpa? Rodrigo Duterte, Il Castigatore, la vera Aquila di Davao è in realtà il Presidente delle Filippine un paese di 105 milioni di abitanti, mica una comunità di poche centinaia di persone.

Ma chi soffre sensi di colpa? Non certo i trafficanti di armi, i terroristi o gli spacciatori di droga che per certo acquisteranno moltissime di queste magliette per nascondere meglio i loro loschi affari. Sono soprattutto i poveri e le persone depresse: alla loro ansia per le cose di questo mondo si aggiunge ora il timore di diventare oggetti di repressione senza aver fatto nulla di grave, colpevoli per caso.

Questa maglietta da Halloween, esposta recentemente all’Aeroporto di Davao, fa troppo paura. Chi la fotografa trema. Nondimeno, se fosse indossata da milioni di filippini, potrebbe produrre una pressione sociale rilevante, tipo lavaggio del cervello. Chi l’osserva non può non sentirsi rimproverato. In sostanza il messaggio è: “Stasera dormirai in pace se hai seguito i consigli del tuo Presidente che, dall’alto come una Aquila Reale, fa il suo dovere come lo devi fare tu”.  Non importa se è un volatile che sbrana la preda per dare il cibo ai ‘suoi’ piccoli.

Nelle Filippine c’è un grosso problema di potere. In qualche misura assomiglia a quello di molte sette religiose e fondamentaliste, in cui l’autorità ‘religiosa’ resta, per così dire, esterna al resto della comunità, ma decide quali sensi di colpa deve far provare ai suoi seguaci per meglio usarli e renderli mansueti.

Chi ha stampato la maglietta ha voluto eliminare ogni traccia di debolezza, di flaccidità nella faccia del presidente, uomo sempre virile. Ma l’immagine è anche lo stereotipo di coloro che si nascondono dietro occhiali neri e giubbotti militari. E questo è un problema. Non è che per caso abbiamo una autorità che fuori appare altissima, fortissima, ma interiormente obbligata a gestire debolezze e chissà quali colpe interiori e scheletri nell’armadio? Da brividi! Meglio riderci sopra.

Lucius

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