Cinque anni son passati dalla data del martirio di Fausto e la sua immagine sembra sparire all’orizzonte della nostra memoria, noi ancora a vagabondare nello scorrere lineare della vita e mi domando se si può dimenticare il passato. Alcuni dicono di sì. Eppure nella mia coscienza il passato mica passa. Vorrei ma non posso. Molte volte continuo a pensare a quello che è successo cercando di dare un senso a quello che ho sentito e veduto, cercando la verità. Non c’è niente da fare, il martirio dei nostri amici tiene sempre in scacco la nostra mente. Il tempo può fare quello che vuole, passare, rallentare o accelerare, ma ha bisogno di dimensioni spaziali per muoversi. I ritratti di Fausto e gli altri compagni oggi sono ancora lì, a volte in qualche libro, altre volte appese al frigorifero, nei calendari sul muro o conservati nella coscienza di noi che camminiamo, tiriamo avanti appunto. Presenza-con loro direi. Sono passati una decina di minuti da quando mi sono messo a scrivere ma l’immagine è ancora lì, cinque anni nello spazio insomma, come un turno di veglia nella notte, per questo posso ricordare…. oggi dopo sei anni.