A tutt’oggi rimane irrisolto il conflitto in Marawi. Il generale Gen. Danilo Pamonag, comandante della Task Force Joint Special Operations Trident, ha tuttavia dichiarato che il rafforzamento del morale dei soldati ha permesso grossi progressi e successi contro i terroristi e che la tenuta dei ribelli Maute in Marawi City diminuisce giorno dopo giorno. “È solo una questione di tempo e la crisi finirà”. In quasi quattro mesi di schermaglie sono morti 145 soldati e 650 militanti islamici.
Nei combattimenti almeno 45 civili hanno perso la vita e più di 400.000 persone sono state costrette a lasciare la città.

Lo scorso 11 settembre il presidente Duterte ha fatto la sua quarta visita aile forze armate che combattono i militanti simpatizzanti dell’Isis. Nel suo discorso ha menzionato ancora la sua nonna, maranao, nativa della provincia in cui sorge Marawi e, rivolgendosi ai soldati, ha promesso loro che alla fine della guerra li manderà a Hong Kong in vacanza (Kayo, pagkatapos nitomaawa ang Allah, Hong Kong kayo lahat. [applause]). Si è poi recato alla grande moschea islamica, che i soldati hanno liberato dalla presenza del gruppo Maute il 24 agosto. Non è mancata una visita finale al ponte Baloi, in Barangay Mapandi, la zona liberata, ma luogo delle più dure e recenti sanguinose battaglie, per foto di gruppo con i soldati là di guardia.

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