All’inizio del Ramadan e dopo 10 giorni continua lo scontro armato tra le truppe del governo filippino e circa 500 militanti islamici AbuSayyaf, Maute (uno dei tanti gruppi che si definiscono affiliati all’Isis) tra questi si suppone anche stranieri da Indonesia e Malesia, da martedì nella città meridionale di Marawi nell’isola di Mindanao. l’Agenzia Isis Amaq, aveva dichiarato martedì che “combattenti dello Stato islamico hanno lanciato un’offensiva su larga scala alle posizioni delle truppe filippine nella città di Marawi”. Lo scoppio della violenza ha spinto il presidente Duterte a dichiarare la legge marziale per 60 giorni in tutta la città di Marawi e in Mindanao, di cui Marawi è parte. Marawi è una città di circa 200.000 abitanti situata nella parte nord dell’isola di Mindanao. I militanti hanno attaccato diversi edifici governativi in ​​città e messo a fuoco altri, tra cui una chiesa, una scuola e la prigione cittadina.  Attacchi simili erano già avvenuti negli ultimi anni nella città di Ipil (1994) e in quella di Zamboanga City (2013) con centinaia di vittime. Non si comprende come mai i militanti abbiano attaccato una città a stragrande maggioranza musulmana e senza presenze sciite. Molto probabilmente una dimostrazione di forza o un atto disperato tenendo conto che da diversi anni i soldati governativi si scontrano con questo gruppo di militanti, distruggendo i loro campi di addestramento. Sembra poi che una escursione militare nel nascondiglio di un predicatore islamico arabo sia la vera causa di questi scontri scoppiati in Marawi.  Hapilon, predicatore islamico, comandante del gruppo militante di Abu Sayyaf ha promesso fedeltà al gruppo di stato islamico nel 2014. Comanda inoltre un’alleanza di almeno dieci gruppi militanti minori, tra cui il Maute. Washington ha offerto un premio di 5 milioni di dollari per informazioni che portano alla cattura di Hapilon.

A parte Marawi le altre città abitate in maggioranza da musulmani, (circa i 20% dell’intera popolazione di 20 milioni di abitanti dell’isola), si trovano nella parte occidentale di Mindanao. Sono cinque ostaggi nelle mani dei militanti di cui non si conosce ancora la sorte: padre Chito Suganob parroco  della chiesa di S. Maria, la professoressa Maria Luisa Colina e altri tre identificati solo come Sam, Wendell e Wilbert. Per ora le vittime sono 89 militanti e 31 soldati governativi. Quelle civili sarebbero 19. Molti i cittadini di Marawi che hanno lasciato la città. La notizia riguardante un capo di polizia decapitato dai ribelli si è poi rivelata infondata.

A Mindanao ci sono 5 Arcidiocesi, 14 Diocesi, un Vicariato e una Prelatura e i vescovi hanno condannato gli atti terroristici che hanno causato la perdita di vite innocenti, la distruzione di case e edifici pubblici, tra cui un dormitorio protestante e una chiesacattolica a Marawi City. Hanno altresì condannato il rapimento degli insegnanti e del personale della chiesa, tra cui p. Teresito Suganob che in un video ha chiesto di fermare l’intervento dell’esercito. Invitano a pregare per la loro sicurezza e liberazione.

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Deadly clashes erupted between Filipino government troops and Islamist militants Tuesday at about 2 pm in the southern city of Marawi. ISIS’ media wing, Amaq Agency, put out a statement announcing that “fighters of the Islamic State launch a wide-scale offensive on positions of Philippine troops in the city of Marawi.” The outbreak of violence has prompted Duterte to declare martial law throughout both the city of Marawi and the wider island of Mindanao, of which Marawi is a part. Clashes between government forces and the Maute group, happened in Marawi, a city of about 200,000 people. The militants had taken over several government buildings in the city, and had torched others, including a church, a school and the city jail. It was not clear from his statement how damaged the buildings were by the arson. Similar attacks happened in recent years in the town of Ipil (1994) and in the city of Zamboanga City (2013) with hundreds of victims.

A separate report from the ARMM Heart (Humanitarian Emergency Action and Response Team) disclosed that there are five hostages in the hands of the militants: Fr. Chito Suganob of St. Mary’s Church, Prof. Maria Luisa Colina and three others identified only as Sam, Wendell and Wilbert.

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