Al Centro PIME di |Milano e in occasione della Giornata dei Martiri si è ricordato il 25 anniversario dell’uccisione di padre Salvatore Carzedda.

Mercoledì 22 ci sono stati due momenti significativi. Il primo: la Messa nella chiesa di San Francesco Saverio, presieduta da padre Carlo Tinello, superiore regionale per l’Italia, concelebrata da numerosi missionari del Pime e animata dai seminaristi del seminario teologico internazionale di Monza. Al termine della celebrazione – durante la quale sono stati ricordati anche gli altri due martiri del Pime nelle Filippine, i padri Tullio Favali e Fausto Tentorio – c’è stata la donazione al Pime della “Croce del martirio” da parte dell’artista Giovanna Dejua, cugina di padre Carzedda: un gesto simbolico, semplice ma molto bello, sottolineato da commosse parole dell’artista, che era accompagnata dal figlio, Angelo Paletta.

Dopo una cena di condivisione, alle 21, si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Fino alle estreme conseguenze”, nel corso della quale hanno preso la parola i padri Giorgio Licini, Paolo Nicelli e Giulio Mariani, tutti con un passato di missione nelle Filippine. Il tutto è stato introdotto da una video-testimonianza di padre Sebastiano D’Ambra, fondatore di Silsilah, gruppo di dialogo interreligioso a Mindanao, presso il quale aveva operato anche padre Salvatore.


At the PIME Missionary Center of Milan and on the occasion of the Martyrs Day it was remembered the 25th anniversary of the killing of father Salvatore Carzedda, PIME.

Wednesday, 22, in the evening, two were the significant moments. The first: a Holy Mass in the church of San Francesco Saverio, chaired by Father Carlo Tinello, regional superior for Italy, concelebrated by numerous missionaries of PIME, seminarians and animated by the International Theological Seminary of Monza. At the end of the ceremony – during which it was reminded the other two martyrs of PIME in the Philippines, fathers Tullio Favali and Fausto Tentorio – there was the donation to the PIME of the “Cross of Martyrdom” made by the artist Giovanna Dejua, a cousin of father Carzedda, accompanied by her son, Angelo Paletta: a symbolic gesture, simple but very nice, highlighted by touched words.

After sharing dinner it was held a round table lecture entitled “Up to the extreme consequences, during which speeches were made by fathers Giorgio Licini, Paolo Nicelli and Giulio Mariani, all with a history of mission in the Philippines. Everything has been introduced by a video testimony of Father Sebastiano D’Ambra, founder of Silsilah Interreligious Dialogue a Foundation located in Mindanao, Philippines. Father Salvatore too had worked there.

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