Oggi pomeriggio primo raduno comunitario … in cappella durante la Santa Messa!  Padre Gianni Re celebra e commenta le letture. Secondo il racconto biblico, letto oggi a messa, la storia degli uomini ha le radici in una uccisione, addirittura da una rottura del legame di sangue. Caino uccide il fratello Abele. “Dov’è Abele, tuo fratello?». Caino rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?».”Che hai fatto?” – dice il Signore – “il sangue di tuo fratello grida a me dal suolo. Ora sii maledetto”.

Il conflitto di responsabilità verso i compagni di lavoro rimane. La nostra presenza (nelle Filippine) è, infatti, anche una chiamata alla responsabilità verso di loro. Dio ci domanda come li trattiamo, che misericordia usiamo e questa responsabilità è inevitabile. Certo passare dall’odio alla fraternità è difficile, ma non ci sono alternative. Del resto si vive solo perché si è  in relazione con coloro che conosciamo/abbiamo conosciuto. Non si tratta solo di tollerarli, ma di rispettare le loro esistenze, di saperli ascoltare evitando, egoisticamente, solo di parlare a vuoto come i farisei ai quali viene negato un segno chiarificatore dal cielo. Capire in fondo che ció che ci unisce/ci ha unito sarà sempre il fondamento per ulteriori salti di qualità, in futuro. Tutelando solo i propri interessi la meta che ci siamo dati non fa altro che oscurarsi, confondendoci. Fratelli allora anche come capacità di far tesoro dei nostri passati e non di vivere solo l’immediato in rapporti estemporanei di apparteneza a una istituzione. Essere membri Pime Filippine è si un valore importante, ma secondario rispetto all’apertura all’altro, al suo senso religioso, politico, culturale e al valore della comunità come famiglia umana, di fratelli appunto, voluta dal Creatore misericordioso.

Domani si inizia di nuovo; come ogni anno.

Advertisements