Padre Bruno era nato a Treviso il 26 novembre 1956, originario della parrocchia di Sant’Angelo e Santa Maria del Sile, ed era stato ordinato sacerdote del PIME il 27 dicembre 1980. L’anno successivo era partito per le Filippine, dove ha svolto il suo ministero, quasi sempre, in Mindanao, la grande isola del Sud, abitata da cristiani, musulmani e popolazioni indigene.

All’inizio il suo lavoro missionario si svolge nel clima incandescente  causato dalla Legge Marziale voluta dall’allora presidente Ferdinand Marcos.  Dopo lo studio della lingua Hiligahynon in Davao City Bruno fu uno dei primi ad iniziare la missione nell’Arakan Valley,  diocesi di Kidapawan. Un territorio di frontiera, difficile da raggiungere per la mancanza di strade decenti e il continuo attraversamento di fiumi, allora, senza ponti. Un territorio molto esteso con decine e decine di comunità cristiane da raggiungere a piedi o a cavallo. Nel 1985 si unisce a lui padre Fausto Tentorio, che, nel 2011, avrebbe pagato con la vita il suo impegno in favore dei diritti dei Manobo, la locale popolazione tribale e indigena.  Nei dodici anni trascorsi assieme  Bruno, come parroco, si prese cura della pastorale e la formazione dei leader, mentre Fausto coordinava i progetti per i Manobo. Poi l’esperienza a Columbio, Sultan Kudarat, sempre nella Diocesi di Kidapawan, 120 chilometri circa dall’ Arakan e successivamente , nel 1999, a Bayog, nella prelatura di Ipil, Zamboanga Sibugay,  con un altro del PIME, padre Giancarlo Bossi. Dopo la tragica morte di padre Fausto, Bruno era stato ri-destinato all’Arakan, ma la malattia lo costringe a rientrare in Italia, dove tuttavia trascorre gli ultimi mesi di vita mostrando sempre una grande laboriosità, prima nella casa di cura del PIME a Lecco e poi nella parrocchia della Madonna del Rosario, a Redecesio in Segrate, Milano dove aveva parecchi amici. In entrambi i luoghi è ricordato per il suo impegno agricolo e botanico. Amava una campagna dove i filari delle piante, del vigneto, dei fiori fossero in armonia con i prati e il …. cemento. Le ‘sue’ rose sono fiorite lo scorso maggio.

VaninBrunoA rose is a rose,
No matter where it grows.
Some saw thorns,
Beauty some chose.
Criticized by some,
Valued by loads;
People’s opinions,
You can’t change them by force.
Perfection is desired,
Even if it’s freestyle prose!
Our lives might be cumbersome,
Let’s accept the challenges they pose;
There’s a bit of stardust in us all,
No matter hellish situations might come how close,
because, a rose is a rose.

(Roopali, inspired by Robert Frost’s “The Rose Family”)

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