fausto1Il 6 luglio 2006, in uno dei rarissimi scontri con i militari in Arakan un ribelle viene ucciso e il padre di costui prega Fausto (Tentorio) di fare in modo che la salma possa essere seppellita dignitosamente. Una semplice richiesta diventa invece una cosa così complicata da portare a termine che Fausto ne scrive un lungo resoconto al computer, in Word, e nelle ultime righe commenta: “Tutto finito, eccetto naturalmente le chiacchere che quelle non finiscono mai!!! Che il prete è un supporter dei ribelli perché il morto è stato messo in parrocchia, che il prete è stato arrestato perché’ mi hanno visto alla stazione di polizia etc. etc. etc. Alcune volte mi chiedo se non è meglio che me ne stia tranquillo in parrocchia, ma non sono capace”

7 gennaio 1952. Ricordare il natalizio di Fausto e stare tranquilli in parrocchia in Arakan non è ancora possibile. In questi giorni ci si può sentire ripetere: “A che ora sarà la messa per Pops?”  Un animo semplice, anche se non è di chiesa, percepisce l’eucaristia come sorgente ciclica di memoria anche di fatti molto umani. Grande intuizione direi, tanto più che si sa dove questa memoria sfocerà.

E’ tuttavia mi domando se stiamo smarrendo la memoria di Pops. Per un verso sì e per l’altro no. Per un verso sì perché abbiamo la memoria corta e poi si è sempre meno disposti a portare il peso del suo ricordo così come descritto sopra. Beh, non solo il suo. Per un altro verso no perché parte della sua storia è stata affidata a memorie elettroniche. In un certo senso per via di un piccolo schermo il suo passato sarà più difficile da dimenticare e facile da ristampare. E mi pare sia giusto così. Ci sono eventi grandiosi e dolorosi che non si possono lasciar perdere e il computer ci aiuta a ricordarli. Starà poi a noi decidere se accedere a un documento in Word sia solo un momento di curiosità o di memoria storica. Così in una messa.

 

Advertisements