2015-10-08T102326Z_95109672_GF10000236394_RTRMADP_3_PHILIPPINES-KIDNAPPING.jpgPiù di due mesi sono passati dal rapimento di Rolando Del Torchio e nulla si sa di preciso. Quando ci sarà la possibilità di accusare, cioè di conoscere cosa avevano in mente, i rapitori? Noi che conosciamo Rolando siamo in uno stato di attesa. Passivi e senza molto da dire cerchiamo tra le varie notizie che scorrono su internet qualche miraggio di speranza, ma possiamo fare poco. Bello se potessimo fare qualcosa, ma nessuno, né autorità militari né quelle civili, ci aiuta a comprendere la complessità che si nasconde dietro un rapimento malgrado la nostra voglia di conoscere e di aiutare. Quello che loro fanno o non fanno fa la differenza, allunga o accorcia i tempi. Noi, tuttavia, non possiamo non sentirci responsabili verso coloro che soffrono, verso Rolando che si trova nei guai e i suoi che aspettano con ansia. Una responsabilità che sentiamo a fior di pelle. Invece, giorno dopo giorno, veniamo dirottati verso i problemi di sicurezza delle comunità politiche ed economiche più importanti, verso le loro inquietudini dovute ai movimenti di capitale …. e, sciaguratamente, abbandoniamo tutti al loro destino. Allora, in un anno che appare aperto nel nome della misericordia, ci sembra giusto chiedere al Dio di Mosè, Isacco, Giacobbe … di tutti insomma, che ci aiuti a far emergere la sensibilità, compassione e pietà. Non solo in noi ma anche tra i rapitori, fra tutti insomma, così da ‘sentirci a casa’ una volta per tutte!

More than two months have passed since the kidnapping of Rolando Del Torchio. No one knows exactly if there is a chance to know what is in the mind of the kidnappers. We know, for sure, that Rolando is waiting for the end of his ordeal. As for us we are passive with nothing much to say. We are trying to find, among the various news flowing on the internet, some mirage of hope, but aside this we can do little. Despite our desire to learn and to help, no one, neither the military nor the civilian authorities, helps us to understand the complexity that lies behind a kidnapping. What they do or do not do makes the difference, lengthen or shorten the remaining time. In any case, we cannot forget our responsibilities towards those who suffer, to Rolando who is in trouble and waiting anxiously. A responsability that we should feel on our daily life. Instead, day after day, we are diverted to the security problems of the most advanced political and economic countries and to their worries regarding the movement of capitals. Doing so, unfortunately, we are forgetting the fate of other people. So, in the coming year, that appears to be open like a door in the name of mercy, it seems fair to us to ask the God of Moses, Isaac, Jacob … in short the God of all, to help us in bringing out the sensitivity, compassion and pity. Not only in our personal life but also among the kidnappers, and as far as possible, on the whole world, so that , at the end of the day, we can ‘feel at home’, once and for all!

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