P1050820La foto scattata alla strada di Bagong Kahayag per Lakewood potrebbe benissimo essere una immagine da inserire nella meditazione odierna: il palo lasciato dai costruttori in mezzo alla strada evidentemente porta luce ma si fa anche vedere. Così Gesù quando incrocia il suo sguardo con coloro che incontra porta inaspettate chiarezze.

Don Matteo in mattinata ci propone subito di meditare sull’incontro di due cortei in strada: il corteo di Gesù che all’entrata di Naim incrocia quello funebre di un morto figlio unico di madre vedova. La donna è senza futuro e Gesù mosso dalla compassione agisce. Elimina il funesto, dal lutto alla gioia. Il risultato è sorprendente perché i due cortei diventano uno solo: un profeta è in mezzo a noi!

I brani del pomeriggio, invece, sul gesto del samaritano e Gesù ospite (in realtà ospita, cioè ci vuole dentro casa sua) di Marta e Maria, ci illuminano sulla Sua sapienza. Sul piano orizzontale della strada avere compassione del prossimo e aiutarlo è un atto di culto a Dio. Ma possiamo essere noi il malcapitato, messi male, a rischio. Allora siamo noi che abbiamo bisogno che qualcuno ci veda, ci aiuti. Con Marta e Maria lo sguardo è verticale. Marta si pone sopra, guarda dall’alto Gesù e non comprende che nel servizio è meglio mettersi prima ai piedi (di Gesù): semmai essere serviti prima dal Signore, è lui che ci salva. Solo dopo l’ascolto della parola si è liberi, liberi per servire.

Insomma, come il Signore, non si guardano le persone solo dal di fuori, ma bisogna cercare di guardarci dentro: per loro, per noi. E il palo in mezzo alla strada? Se lo vediamo solo in mezzo al parabrezza privilegiamo la macchina piuttosto che il palo.

Advertisements