Con P. Bruno Vanin ci siamo conosciuti dai tempi del seminario minore del PIME anche se insieme nella stessa comunità in quegli anni non ricordo di aver vissuto con lui. Comunque abbiamo passato anni insieme gli anni della teologia e poi dal 1981, quando è arrivato nelle Filippine, abbiamo lavorato nella stessa regione, anche se in posti differenti.

Ricordo P. Bruno come un buon amico, sempre disponibile all’ascolto e molto franco nelle risposte, in buon gergo contadino e trevigiano. Questa mattina quando ho saputo della sua dipartita, non so come mai ma mi è venuto in mente l’apostolo Natanaele: una persona schietta, senza doppiezze e molto generoso. Uno che non si è mai tirato indietro quando c’era da lavorare, e a volte i suoi sacrifici sono stati grandi..

Quando tre anni fa era tornato dall’Italia dopo un periodo sabbatico di riflessione e rinnovamento, ricordo che avevamo parlato molto sul nostro modo di essere missionari stranieri vicini alla pensione e sulla nostra presenza dopo tanti anni nelle Filippine per non correre il pericolo di perdere l’entusiasmo col rischio di lasciarci vincere dal pessimismo o dalla disillusione.

Dopo quel periodo in Italia, Bruno si era rimesso a lavorare con impegno con la gente di Mindanao fino alla scoperta della malattia. Quando l’ho rivisto lo scorso anno a Lecco, mentre era in cura con la chemioterapia, diceva di sentire molto la mancanza del contatto con la gente anche se era sempre impegnato nel giardinaggio. In seguito mi aveva scritto più contento quando aveva trovato da fare un po’ di ministero nelle parrocchie ( Redecesio, Segrate) vicino al san Raffaele.

Ora è andato alla casa del nostro Padre di tutti. Là ritroverà i nostri comuni amici delle Filippine: Giancarlo Bossi, Fausto Tentorio e gli altri prima di loro e di noi.

Buon viaggio, Bruno. Saluta tutti gli amici e manda a tutta la gente delle Filippine, specie a quelli che ti hanno conosciuto, la pace del cuore che viene dal Signore.

Fernando

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