Benedetto XVI  si e’ ritirato. Ci mancherà? Ci mancherebbe altro. Ogni giorno ci ha interrogato circa i valori supremi, la visione dell’universo, il rapporto con Dio e i racconti fondanti della nostra fede.  Il suo pensiero e i suoi libri hanno popolato la Chiesa, ancor prima di diventare Papa. Per molti era una guida spirituale. Un vecchio missionario mi ha detto che le  parole di Ratzinger riuscivano a dare un senso alla sua solitudine di uomo senza una famiglia o, diversamente, a non subire troppo il peso della collettività. Ora e’ preoccupato e continua a domandarsi se anche la Chiesa non sia destinata alla pensione, peggio alla sclerosi. Cioè all’inaridimento delle risorse per il prosciugamento delle antiche sorgenti di pensiero.  Il risultato sarebbe un fare meccanico e ripetitivo in una atmosfera di  grande tristezza. “Se poi nella Chiesa cominciasse ad albergare solo la nostalgia per il passato?”, gli ho domandato. ” Albergare? Um! Potremmo sempre diventare dei custodi di un grande museo allargato”, mi ha risposto. ”Ma se poi nelle crepe di questo antico museo si infiltrassero pericolosamente anche dubbi e sprechi? “. Allora, meglio affrettarsi all’uscita d’insicurezza”, ha aggiunto sorridendo.

Da oggi il vecchio Papa lavorerà da solo. Incerto, ma senza la preoccupazione dei grandi progetti.  Libero nei movimenti e in contatto con il mondo solo per mezzo di una agile ed aggiornata rete comunicativa. Um! Forse ci vuole mostrare una via a noi che siamo sul viale del tramonto.  Immagino:  … quello di accettare che, in fondo in fondo, siamo creature solitarie. Che dobbiamo saper nutrirci da soli, senza affidarsi troppo alle strutture politiche o religiose. Ovviamente non nelle emergenze.  Il tempo e’ a nostra disposizione. Da far fruttare. Per esempio, cominciando a rovistare tra le secolari e incolte sterpaglie, a volte di rovi,  che avvolgono le fondamenta delle nostre istituzioni. Oppure rileggere i brevi messaggi infilati, chissà da quando, nelle fessure dei vari muri del pianto della nostra esistenza.  Del resto ci deve essere ancora spirito santo, moralità evangelica e valori umani non ancora dispersi nelle infiltrazioni, nei dissesti e negli impianti sotterranei del nostro mondo. Chi meglio di un vecchio potrà trovarli, dopo la sua lunga pratica di vita?  E chissà! Magari in questa esplorazione il vecchio potra’  incontrare anche  eremitici mediatori che sanno indicare l’accesso alle fonti. Quelle che danno cristiana giovinezza anche a un mezzo metro cubo di inaridita e prosciugata umanità.

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