Schegge dal Bengala

M’invade una tristezza pesante quando, durante una telefonata da Roma, vengo a sapere quasi per caso che P. Fausto Tentorio è stato ucciso. Ripenso al suo sorriso simpatico, buono, ai suoi scherzi, alla sua semplicità di vita e stile e alla fermezza con cui amava i Manobo, il popolo cui aveva scelto di dedicarsi, nella parte centrale di Mindanao (Filippine). Penso che ancora una volta la comunità del PIME è stata colpita in una persona che faceva sul serio, penso allo sgomento dei Manobo e alla paura che questo assassinio diffonde. Mi sento come soffocare dall’onda putrida di corruzione, violenza, insensatezza, odio, disumanità che travolge sempre tutto.
Poi, lentamente, si fa strada un timido “grazie”. Grazie a Fausto, perché ha scelto proprio di nuotare in quest’onda conservando, anzi rendendo sempre più determinato e puro il suo cuore buono, la sua voglia di giustizia, la sua fede umile e senza pietismi, concreta. Grazie a Dio che ci manda di questi uomini, molti di più di quello che appare. Grazie alla Chiesa che, con tutte le sue contraddizioni, rimane madre di queste persone che percorrono la strada di Gesù.
Non hanno tolto la vita a Fausto, l’aveva già donata lui stesso. Questo pensiero mi apre alla gioia, la gioia liberante di sapere che si può davvero vivere e morire in un altro modo, non da schiavi ubriachi ma da uomini liberi, non disperatamente attaccati ai miseri brandelli che abbiamo, ma aperti ad un Incontro di luce.

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I was overwhelmed by a heavy sadness when, during a phone call from Rome, I heard, almost by chance, that P. Fausto Tentorio was killed. Now I think back to his friendly smile, at his goodness, at his jokes, his simplicity of life and style, and the firmness with which he loved the Manobos, the people whom he had chosen to engage, in the central part of Mindanao (Philippines). I think, once again the PIME community has been affected in a person who was doing things with seriousness. I think the dismay of the Manobo and the fear that this murder will spread. I feel like choking by a wave of putrid corruption, violence, insanity, hatred and inhumanity that always overwhelms everything.

Then, slowly a shy “thank you” makes its way. Thanks to Fausto, because he choose to swim in this wave, keeping, more, making him even more determined and pure in his good heart, in his desire for justice, in his humble faith without pietism, real. We thank God who sends us these men, more than it seems. Thanks to the Church, with all her contradictions, mother of these people who travel the path of Jesus

They have not taken the life of Fausto, he had already donated it. This thought opens in me the joy, the liberating joy of knowing that you can really live and die in another way, not as drunken slaves but as liberated men, not attached desperately to the poor shreds we have, but open to a coming of light.

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