Thursday, 28 October,  fr. Steve Baumbusch dies in Lubang island: he was 53 years old. He had left Manila with a group of seminarians  for a short vacation on the island of Lubang (where  fathers Bossi and Carrara are working). In the afternoon of thursday they had gone to take a swim, but not far from the seashore they had been pushed too far away, where the current was stronger. The seminarians were able to return in shallow waters, but p. Steve was not with them. Only this morning (29) at around 6 a.m. a fisherman has found his body lifeless.

Fr. Steve Baumbusch was born in Columbus, Ohio. He is a graduate of the former PIME Saints Peter and Paul High School Seminary in Newark, Ohio. He completed his undergraduate degree at the University of Detroit, and studied theology at the Catholic Theological Union in Chicago. Following his ordination in 1983, he spent six years as a teacher and dean at Sts. Peter and Paul High School Seminary.   In 1989, he began a six-year stint as PIME US Regional Superior at the regional headquarters in Detroit. During his tenure as Regional Superior, he initiated the formation of the PIME mission in Cuanacaxtitlan, Mexico, among the native Mixtec Indians, PIME’s first mission in Mexico. From 1995-1998, he served as Formation Director for PIME’s college seminarians in Detroit.  In August 1998, Father Steve left the United States to begin his permanent mission assignment in the Philippines in the village of Columbio  (Sultan Kudarat, Mindanao), then, as parish priest, in Mary Queen of Apostle Parish in Paranaque (Manila) and lastely as Rector of PIME-Theologate in TagayTay.

La notizia ci rattrista molto. Lubang era un nuovo posto di lavoro preso con la speranza di avere anche un luogo in parte alternativo a Mindanao terra per noi di grandi speranze ma anche di tragici momenti. Nuovo anche per Steve era il suo compito come rettore del seminario internazionale di Teologia. Molte le speranze riposte in lui per la formazioni di giovani missionari nel PIME. Gia’ ogni luogo ha i suoi tranelli. In ogni caso la pienezza della vita di Steve, e non soltanto la sua tragica morte, consiste nel rendere il suo passato fruttuoso per il nostro presente e nel considerarlo come “il sogno di un mondo diverso e il progetto di una vita senza fine”, come avrebbe desiderato, che ci apre le porte verso il futuro. Allora, bisogna vivere il passato, recente e lontano, non semplicemente come un magazzino in cui i nostri ricordi stanno nel tempo, ma forse passare continuamente dalla dimensione di ciò che è stato a quella di ciò che sarà. Abbiamo bisogno della memoria di chi era Steve ma anche di oblio verso i compagni che ci hanno purtroppo preceduto in cielo, perché dobbiamo ricordare il passato, le loro storie, se no non avremmo identità, e dimenticarle, se no non avremmo piu’  le forze per nuovi cammini che Dio continuamente ci propone.

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