Sabato 28 e Domenica 29 Agosto, la comunità parrocchiale di Santa Maria Hoè ha ricordato il martirio di padre Tullio Favali, missionario trucidato nelle Filippine venticinque anni fa, con una mostra fotografica nel Salone S. Carlo del paese. La mostra, allestita in occasione della visita del compaesano padre Fausto Tentorio testimone dell’uccisione di Favali, ha voluto ripercorrere i momenti cruciali della vita del religioso, dalla nascita nel mantovano, al martirio, fino alle celebrazioni dopo la sua morte. La comunità di Santa Maria Hoè è da sempre legata a padre Tullio per il servizio che ha prestato per due anni in aiuto al parroco del paese. Nella cappella a lato dell’altare, infatti, Don Carlo Turrini fece appendere una immagine di Favali non appena saputa la notizia della morte, primo sacerdote assassinato nelle Filippine. Massiccia l’affluenza di persone nei due giorni di apertura prefissati tanto da spingere gli organizzatori a riaprire la mostra anche mercoledì 1 settembre, giorno di mercato in paese. “Sabato e domenica la mostra è stata vista non solo da parrocchiani di Santa Maria ma anche da molta gente venuta da fuori” ha raccontato Gianfranco Barbieri, uno dei curatori dell’esposizione.
Le offerte raccolte saranno interamente destinate alle Filippine, terra in cui opera tutt’oggi padre Fausto Tentorio, originario di Santa Maria e anch’egli missionario del Pime. Proprio padre Fausto ha incantato la comunità di Santa Maria, raccontando, durante le Sante Messe festive, la vicenda di padre Tullio e la propria esperienza di messaggero di Dio in un luogo così ostico.

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