447Onorare i morti è una tradizione antichissima fra gli asiatici. Nelle Filippine, sono la riverenza ed il rispetto profondo per gli antenati che definiscono una delle celebrazioni più cattoliche, Il Giorno delle Anime che si celebra i primi di novembre. In lingua Filipino, è chiamato Undas e in Cebuano è Kalag-kalag. Come El Dia de los Muertos in Messico è un’occasione molto festiva. L’intero paese si mette in moto alla ricerca di … fiori da portare in cimitero, non prima del primo novembre e nemmeno dopo il secondo. Negli ultimi giorni di ottobre il mercato del fiore prospera. Il prezzo di un mazzo di fiori può raddoppiare o triplicare ma dipende dal giorno. Più vicino è al 1 novembre, e più elevato il prezzo. Le candele pure sono naturalmente in grande richiesta. E poi i cibi e le squisitezze alimentari, i dolci tipici e l`immancabile pansit che con i litri di bibite analcoliche fredde, entrano nel cimitero a dare maggior festività alle bianche tombe che sudati preti e accoliti benedicono, una ad una, con altri litri ma di acqua benedetta. Nei mercati locali i fiori si trovano distesi nelle bancherelle dove taglia-fiori sono impegnati ad arrangiare mazzi, i più costosi poi sistemati in ciotole di varia fattura. Naturalmente, i fiori a basso prezzo sono qelli che arrivano direttamente dai poderi vicini, ma poi bisogna conoscere dove si mettono i contadini che li vendono a volte non troppo distanti dall`entrata del cimitero sotto qualche tenda fatta con sacchi di yuta. Solitamente hanno solo una due o tre varietà di fiori come i bianchi o gialli poto-poto, oppure la ilang-ilang abbastanza profumata o la comune “Regina delle spine”, a quattro petali rossi che quasi sempre orna gli altari dalle nostre parti. I fiori più belli e costosi arrivano comunque dalla Capitale MetroManila o dall`estero, portati dai parenti che ritornano in provincia per l`occasione (sono anche i giorni di vacanze scolastiche tra il primo e secondo semestre). Naturalmente sono rose, orchidee, margherite, e i classici crisantemi. I tulipani no. Ai fiori si aggiungono immancabilmente le barrette appiccicose dei lecca-lecca e i coni di gelati che si sciolgono miseramente tra le dita. Servono per tenere a bada i bambini o forse, con i fiori, a ricordare come è bella e dolce la vita anche tra morti e tombe.  Quest’anno infine c’è atmosfera irreale dopo il tramonto del primo novembre mentre  centinaia di tremolanti lumi continuano ad illuminare i piccoli luoghi di riposo delle anime e in alto la luna piena unico lume che appartiene a tutti.

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