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Il dipartamento dell’ambiente e delle risorse naturali (DENR) ha incolpato dei massivi allagamenti in MetroManila, causata dal tifone “Ondoy” (Ketzana), al cambiamento climatico e alla degradazione dell’ambiente. “La natura si sta rivoltando contro di noi in un modo molto violento a causa della nostra negligenza, abuso ed incapacità di proteggere l’ambiente”, ha detto il Segretario dell’Ambiente Jose Atienza Jr. Allo scopo di rimediare al problema delle frequenti inondazioni, il DENR ha detto che proibirà il ripristino del 60 % delle strutture per la pesca, ora danneggiate in Laguna de Bay il grande lago ad est di MetroManila,  perche’ impediscono un veloce smaltimento, attraverso il fiume Pasig verso la baya di Manila, delle acque piovane particolarmente durante il passaggio dei tifoni. Solo qualche mese fa le autorita’ civili avevano detto che il problema alluvione in MetroManila sarebbe stata cosa del passato con l’installazione della nuova stazione di pompaggio in Tondo e la riabilitazione continua della rete di fognatura nella zona di Blumentritt . Un progetto che tuttavia e’ ancora da completare.

Una alluvione simile avvenne  tra luglio e agosto del 1972 (poco dopo, il 21 settembre,  Marcos impose la Legge Marziale) 600 furono le vittime , 350.000 rimasero senza casa e 250.000 ettari di risaie distrutti. In quella occasione i missionari del PIME si trovavano in Santa Cruz, Laguna, che fu completamente sommersa. Fu anche la piu’ estesa in quanto il livello delle acque di Laguna de Bay si innalzo’ di 2 metri e 30 centimetri il 4 agosto, dopo tre settimane di intense piogge. I padri Bonaldo e Alessi dovettero lavorare  parecchio per ospitare il maggior numero di persone nelle strutture parrocchiali ancora all’asciutto. Altre alluvioni del genere capitarono negli anni  1970, 1967, 1966 e 1948. L’urbanizzazione di Manila (ora MetroManila) inizio’ negli anni 50 e le aree attorno a Laguna de Bay, una volta risaie, sono ora densamente popolate.

A tutt’ora , stima ufficiale, 277 le vittime  (di cui 101 in MetroManila, 88 nella provincia di Rizal e il resto in Central Luzon) e 42 le persone ancora disperse.   374,890 gli sfollati in centri provvisori di assistenza. Ancora grave la situazione in Cainta.  In MetroManila, una metropoli di 13 milioni di abitanti, occorreranno circa 2 mesi per rimettersi in sesto.

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The Department of Enviroment and Natural Resources (DENR) has blaimed the massive floodings in MetroManila, caused from the typhoon “Ondoy” (Ketzana), to the climatic change and the degradation of the habitat. “The nature is revolting against us in a way much violent then before because our negligence, abuse and inability to protect our enviroment”, said DENR Secretary Jose Atienza Jr. “Ondoy” has given to MetroManila a lesson. In order to make up for the problem of the flooding, the DENR has said that it will forbid the restoration of the 60% of the structures of fish-pens damaged in Laguna de Bay, the great lake to east of MetroManila, because they prevent the fast disposing of rain water, particularly during the passage of typhoons. Only some months  ago the local authorities had said that the problem of flooding in MetroManila would have been a problem of the past with the installation of the new pumping station in Tondo and the rehabilitation of the drainage system in Blumentritt area. A plan however that is not yet completed.

A similar flood happened in 1972 between July and August  (soon after, on 21 september, Marcos imposed the Martial Law).  600 were the victims, 350,000 were the homeless and 250,000 hectares of ricefields were destroyed. In that occasion the missionaries of  PIME where in Saint Cruz, Laguna, a town that was completely submerged. On 4 Agust 1972 the water of  lake Laguna de Bay  raised 2 meters and 30 centimeters above the normal level. Fathers Bonaldo and Alessi had to work much in order to accommodate the greater number of persons in the parochial structures, still in dry ground. Other big floods  happened in 1970, 1967, 1966 and 1948. The urbanization of Manila (today MetroManila) began in the 50s and areas around Laguna de Bay, once ricefields, are now densely populated.

Up to now, government officials esteemed at 277 the number of victims (101 in MetroManila, 88 in the province of Rizal and the rest in  towns of Central Luzon) with 42 persons still missing.   374,890 those accomodated in temporary relief centers. Serious the situation in Cainta.  MetroManila, a conglometate of cities of 13 million inhabitants, will be needed approximately 2 months to recover from this disaster.

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