di Padre Gianni Re

In marzo sono andato con p. Luciano e p. Giancarlo a Mindoro 0ccidentale. Abbiamo incontrato il vescovo, mons. Antonio Palang, SVD, ma non siamo riusciti a vedere la parrocchia che ci aveva indicato. Una visita veloce quindi ma che per strane coincidenze (penso che di tanto in tanto capita a tutti) ha provocato in me pensieri e riflessioni.
Seduti attorno al tavolo, nella casetta del vescovo, per l’ultimo caffe’ improvvisamente ci dice: “Pero’ dovete guardare prima alle vostre priorita’!”. Le nostre priorita!.  Sicuramente lui pensava a qualche ‘buco’ da tappare qua e la’ nei nostri posti di lavoro. Io, invece, ho pensato alle priorita’ del nostro Progetto: lavorare con i poveri e per loro, costruire comunita’ cristiane, impegno con i popoli indigeni, dialogo con i musulmani. Poi pero’ un’altra priorita’ ha bussato alla porta: la Testimonianza!
Quante parole dette e scritte su questo argomento! Belle, interessanti, colte (le troviamo anche nelle minute dei nostri incontri, sul Bayanihan, nelle nostre discussioni, nelle prediche che facciamo…) ma quanto peso hanno? Come cristiani, come preti missionari, la testimonianza di vita e’ fondamentale. Anche il Nuovo Testamento dice questo.
Probabilmente la testimonianza di vita conta piu’ di quanto noi pensiamo. Ricordo due momenti della mia esperienza nelle Filippine. Nei miei primi anni d’impegno in Mindanao, un giorno un signore mi si avvicina e mi dice: “Si vede che andate d’accordo!”. Pero’ poi, passati un po’ di anni, un giorno in un incontro sento dire che avrebbero detto: “Si capiva che c’era qualcosa tra di loro, che non andavano d’accordo!”  (le cose non belle te le dicono sempre dopo e si sta male quando le senti). Chi ci sta attorno, osserva, vede, sente e respira l’atmosfera che creiamo. Ha un impatto (positivo o negativo) su loro e, comunque, lascia un segno.
Tutto questo per dire, la testimonianza di vita e’ importante, ma poi la domanda e’ :  “Ci credo davvero?”

La XIII A.G. del PIME accenna alla sobrieta’ dello stile di vita, nella testimonianza: che significa? Sono sicuro che ciascuno di noi ha una sua interpretazione anche se a volte solo per “scusare” il proprio stile di vita. Mi chiedo: “Che immagine sto dando del PIME e della Chiesa? Perche’, a volte, emergono solo invidie e gelosie, anche tra preti? Ho pensato sicuramente hanno dei problemi: pensano solo ai soldi, non sono stati formati bene,ecc. Questo si riflette sulla gente, “Sempre li’ a chiedere tanto che a volte la tratto male e la mando a quel paese!” Si traduce pure in convinzioni e atteggiamenti di falsa sicurezza, “So fare tutto meglio di loro. Prima di me un disastro, ma ora….” Ci si convince di essere nel giusto e se qualcuno la pensa diversamente non capisce nulla. Forse e’ per questo che, in fondo, si preferisce stare da soli. Fare quello che si vuole senza nessuno che mi dia fastidio, che mi faccia ombra.

Alla parola ‘testimonianza’, mi e’ venuto naturale accostare la parola ‘coerenza’. Non e’ facile essere coerente con quello che sono: prete-missionario e, come dice p. Nevio, cattolico. Essere coerenti con cio’ che dico e predico. Essere misericordiosi, convertirsi, amare, perdonare… Essere coerenti sul come gestisco il tempo, le cose e i soldi … con trasparenza e onesta’. Altrimenti si e’ solo degli attori (ipocriti?), che inscenano belle e applaudite rappresentazioni che poco hanno a che fare con chi siamo e con quello in cui crediamo veramente.

Per alcuni queste parole potrebbero sembrare le “solite stupidate”, tuttavia hanno anche l’intenzione di provocare una riflessione, possibilmente da condividere senza aver paura del giudizio degli altri.

Ciao,  Gianni

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