Padre Fernando Milani

Dao, chiesa parrocchiale

Dao, chiesa parrocchiale

È da molto – anzi moltissimo – che non scrivo circa la mia attività qui e le prospettive missionarie… Un po’ è la pigrizia, un po’ la mancanza di tempo, un po’ perchè penso che in fondo sapete già quale è la mia vita dato non ci sono stati grandi cambiamenti nel mio tipo di attività missionaria da quando sono arrivato nelle Filippine. Comunque sapete che dal 2002 la mia attività insieme a P. Luciano, si svolge in una nuova zona dove il Pime ha accettato di lavorare per la prima volta e in modo un po’ diverso dal solito. La diocesi di San Jose de Antique si trova nelle isole centrali dell’arcipelago filippino, chiamate Visayas, a metà strada tra Manila al nord e Mindanao al sud. La modalità nuova è che il vescovo locale ci ha chiamati sì per un lavoro prioritario specifico tra i tribali – i pochi tribali ATI  rimasti sulle montagne dell’isola di Panay – ma al servizio e disposizione completa della chiesa locale, cioè è il vescovo in consultazione col superiore del Pime che ci destina a un lavoro o una una parrocchia, senza che il Pime abbia missioni proprie o edifici di sua proprietà. Siamo quindi come dei preti diocesani, che però provengono da un’altra cultura con carismi diversi, ma che seguono in tutto i programmi e le direttive della diocesi. Questo nuovo stile di presenza a volte stenta ad essere capito ed accettato, la diocesi è di per sè strutturata intorno al clero locale (non numeroso) e di missionari stranieri ne restano solo 5 (anziani che vogliono concludere qui la loro vita missionaria). Anche se ci sarebbe bisogno di più personale, tuttavia non si nasconde a volte il desiderio di gestire la chiesa locale autonomamente senza cioè interferenze da parte di missionari esteri.

Appena arrivati c’era pure tra il clero chi non nascondeva un certo timore che il Pime fosse una congregazione religiosa italiana in cerca di vocazioni o di foto propaganda per la raccolta fondi all’estero. La gente però era più aperta: per loro quando un prete è dedicato al suo lavoro e vuole bene alle persone il colore della pelle o l’accento nel parlare passano in secondo piano. Comunque dopo il primo anno passato a studiare la lingua (qui si parla una lingua diversa da Mindanao) e in attività varie di supplenza, il vescovo ci ha mandato a San Pedro, vicino alla capitale provinciale che è San Jose de Buenavista. La parrocchia non è molto estesa e tuttavia era senza un prete residente da alcuni anni. A me si chiese di fare da parroco, mentre Luciano iniziava a interessarsi dei tribali ATI, che però vivono tutti fuori della parrocchia, a una trentina di chilometri sulle colline a sud della diocesi. Ogni tanto il vescovo veniva a trovarci facendoci nuove proposte, ma senza mai concludere niente. In compenso abbiamo iniziato a farci conoscere dai preti e dalla gente sfatando così in questi 6 anni precomprensioni o pregiudizi circa la nostra attività. Ora che le cose si sono un po’ assestate, il vescovo è stato trasferito e mentre attendiamo l’arrivo del nuovo, l’amministratore temporaneo della diocesi – che è anche il prete locale più anziano ed influente – su richiesta del collegio dei consultori ha informato il nostro superiore prima a voce e poi con lettera ufficiale che vorrebbe che noi ci prendessimo cura per 6 anni della parrocchia di Dao nel comune che ora si chiama Tobias Fornier in onore di un uomo politico locale del passato. Dao è la seconda parrocchia della diocesi per popolazione, con circa 40,000 abitanti, in maggioranza cattolici divisi in 50 villaggi con 72 cappelle, più 5 scuole medie, una ventina di scuole elementari e poi tutte le solite attività sacramentali (battesimi, funerali, matrimoni ecc). Di fronte a questa proposta ho provato una certo timore: mi chiedo infatti se sono all’altezza di questa nuova grossa sfida pastorale da svolgere responsabilmente e più ancora … santamente. Penso però che sia un segno di fiducia e di stima nei confronti del Pime e miei l’affidarci una parrocchia così, anche se ho capito che ci sono sotto dei problemi dato che il parroco attuale ha chiesto di essere trasferito dopo appena solo 2 anni…Dato che il lavoro non mancherà, P. Paulo De Amorim (padre brasiliano del Pime ordinato nel 2003) è stato destinato qui ed ha finito in questo periodo lo studio della lingua locale. Luciano poi ci aiuterà specie per i primi tempi, essendo ancora incaricato dell’assistenza agli ATI della zona.

Penso quindi di dare l’addio a San Pedro dopo la festa patronale del 29 giugno prossimo e spostarmi a Dao – che è a circa 35 km a sud di San Pedro – ai primi di luglio 2009. Al termine del mio sessennio qui a San Pedro, sento che mi spiace lasciare questa comunità che amo. Ormai conosco un po’ di nomi di tutti, sono stato in quasi tutte le famiglie, ho condiviso gioie e dolori e ho cominciato a capire più in profondità le connessioni tra i parentadi e i vari clan come pure le storie del passato connesse. Trasferirmi ancora in un nuovo posto dopo aver lavorato già in parecchie comunità da quando sono nelle Filippine è un’ennesima avventura e gli anni avanzano per tutti come si suol dire. D’altro canto credo di essere ormai abituato a cambiare residenza ogni tanto nella mia vita.  In fondo la missione è fatta anche di provvisorietà e apertura al cambiamento…E poi so che il Signore è sempre generoso quando gli chiediamo di assisterci nei cambiamenti della vita previsti e imprevisti. A tutti comunque chiedo una preghiera e garantisco la mia per tutti voi.

Saluti a tutti.

Fr. Fernando Milani, Catholic Church Tobias Fornier 5716 ANTIQUE Philippines

Advertisements