mamma-11-2008

di  Padre
Fernando Milani

Anche per noi preti che in teoria dovremmo essere abituati ai funerali è difficile prendere la parola quando la morte ti si avvicina prendendoti un parente stretto. E chi più prossimo di una madre… Ma in ogni vita e in ogni morte c’è un messaggio del Signore, un messaggio che non può essere che di speranza dato che lui è il Signore della vita. Ognuno di noi conserva con riservatezza i propri ricordi dei genitori. A volte cose insignificanti per altri però per chi le ha vissute sono esperienze che hanno lasciato un segno. Mamma Lucia mi ha insegnato le prime preghiere, mi ha sempre raccomandato la messa alla domenica e poi con semplicità mi ha seguito nel mio cammino di seminario fino all’ordinazione. Penso che sia stata ancora lei a spiegare un po’ di più al papà il significato della mia vocazione e della mia partenza. La sua fede, insieme a quella del papà e di tanta nostra gente era semplice e al tempo stesso profonda, basata più sui valori e l’onestà di vita che sulle conoscenze teoriche o sui discorsi. Il gusto del lavoro serio, il mantenere gli impegni, l’aiutare per quanto si può chi ci chiede una mano, il coltivare le amicizie, la partecipazione alle attività della comunità. Nei miei riguardi ha voluto poi sincerarsi con la tipica curiosità delle mamme che il figlio era in buone mani e perciò ha voluto venire nelle Filippine più di 20 anni fa e ne ha conservato un ottimo ricordo, tanto che qualche volta è stata perfino invitata a parlare della mia missione ai ragazzi che volevano saperne di più. Ultimamente si era alquanto indebolita e se ne rendeva conto, ma dal punto di vista mentale e caratteriale era sempre la stessa. Faceva le parole crociate anche difficili, seguiva con attenzione i programmi televisivi… ma mai dopo le 8 di sera. Partecipava alle discussioni di Forum a mezzogiorno e leggeva anche qualche novella. Era stato un po’ difficile per lei il dover accettare di non poter più fare tutto da sola e di dover chiedere l’aiuto fedele e quotidiano di Anna, l’amica più che badante che l’ha seguita con dedizione negli ultimi mesi. Certo la parte maggiore dell’assistenza a lei – per non dire il tutto – l’hanno fatta i miei fratelli Luigi e Dario con Luisa, Antonella e le loro famiglie. Da fratello lontano – ma non prodigo, spero… – non posso fare altro che ringraziare per aver fatto anche la mia parte e di chiedere al Signore che li assista in futuro come loro hanno fatto con la mamma. Da parte mia chiamavo la mamma quasi ogni domenica e dopo una breve conversazione da concludere al più presto – perchè si sa che le chiamate internazionali costano, anche quando non le pagava lei – diceva per farmi capire di concludere: Me racumandi, regòrdes de me!  Questo chiedermi di ricordarsi di lei mi ha richiamato la preghiera del buon ladrone. Gesù ricordati di me quando verrai nel tuo regno. È la preghiera più bella, quella da non dimenticare nell’ora del passaggio all’altra vita. Spero proprio che l’abbia detta al Signore quando è arrivata la sua chiamata. Poi sappiamo come risponde Gesù. Oggi sarai con me in paradiso. Quando ho comunicato anche alla mia gente di San Pedro della morte della mamma (il mattino di domenica 24 maggio), una signora mi ha detto che è successo proprio alla festa dell’Ascensione. Come a dire che anche lei è salita con Gesù al Padre di tutti. Ed è proprio così. San Paolo nella seconda lettura di domenica diceva ai cristiani che Gesù è il capo del corpo che è la Chiesa. E si sa che dove riesce a passare dentro la testa poi passa tutto il corpo. Il corpo di Cristo non è ancora entrato tutto in cielo, ma la testa e un po’ di parti sì. Penso alla mamma come un’altra parte del corpo di Cristo che è appena entrata in cielo. Là ci aspetta e spero proprio di rivederla col papà e tutti gli altri. Nel frattempo preghiamo per lei.

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