elecrossE’ iniziata la Settimana Santa. Al di la’ delle varie tradizioni e credenze popolari filippine, (di cui ne e’ piena …la piu’ comune quella di portarsi a casa i fiori che adornano la statua del Cristo Enterro, la piu’ strana la finta impiccagione in piazza del povero Giuda Escariote e la piu’ estrema la crocifissione di penitenti vivi che non moriranno), la settimana santa dovrebbe essere una settimana di silenzio e di meditazione. In realta’ sono giorni di via vai, un movimento incredibile di gente che si sposta da un punto all’altro dell’arcipelago, areoporti, navi e bus intasati. Che dire poi delle chiese aperte e super affollate dove sono in funzione decine di ventilatori ronzanti a moto alternato e dove non manca il costante movimento di improvvisati ventagli. E cosi’ deve essere anche perche’ la settimana santa coincide con il periodo piu’ caldo dell’anno dove le temperature raggiungono di media i 35 gradi alle tre del pomeriggio. Coincide pure con l’inizio delle vacanze scolastiche e i bagni in mare in compagnia, quindi un periodo si allegria e vitalita’ in contrasto con il messaggio triste  e melanconico della Passione. Pure la liturgia e’ cosi’ ricca di segni, gesti, benedizioni, canti, metafore, paramenti, decorazioni, processioni, moltiplicazione di statue e tanto altro (senza menzionare il sacerdote che durante le varie e complicate fasi liturgiche , eccetto per qualche lettura lasciata ai laici, ‘parla sempre lui’, dicono i piu’ piccoli) che piu’ che a far concentrare la mente e aprire il cuore … sovracaricano i cinque sensi. Vabbe’, l’anno liturgico fissato da Roma e’ universale, e mentre in Italia e’ primavera e sbocciano i fiori, qui da noi non si puo’ evitare questa mistura di sangue metaforico e di vero sudore. Nelle Filippine meditare in silenzio la presenza di Dio, nel periodo di fede piu’ importante dell’anno, non e’ semplice, tuttavia non ti annoia.

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