vetoP. Giovanni Vettoretto

ARAKAN VALLAY, Dicembre 31, 2008

Un saluto a tutti voi e un augurio di un buon Anno Nuovo 2009, visto che molti di voi leggeranno questa mia solo all’inizio del nuovo anno. Forse qualcuno si stava chiedendo se il p. Giovanni fosse ancora vivo oppure gli fosse capitato qualcosa di serio, visto che da molto tempo non scrive!

Vi tranquillizzo tutti dicendo che stò bene e tutto procede bene, nonostante qualche inconveniente di cui vi spiegherò in seguito. Ecco allora che mi devo scusare subito in apertura, visto che il Natale é appena passato e non vi ho inviato gli auguri. Ma per noi il Natale non é un giorno solo, ma ogni giorno dell’anno, per cui vi giungano o miei sinceri auguri di un Buon Natale. Il tempo di Natale termina infatti, con la festa del battesimo del Signore per cui siamo ancora in tempo.
Devo dirvi anzitutto dell’inconveniente che stá “affliggendo” noi che abitiamo nella casa della parrocchia di Arakan. Dal giorno 16 di dicembre é misteriosamente scomparso il segnale che ci permetteva di connetterci in internet stando in casa. Da subito abbiamo pensato che fosse un problema temporaneo dovuto alla compagnia del telefono. In seguito i miei confratelli si sono interessati per capire cosa fosse successo ma con pochi risultati. Qualche giorno dopo si sono accorti che solo da noi manca questo segnale, ma che in altre zone del paese esiste, per cui si sono messi alla ricerca del segnale per collegarsi. Io infatti, mentre scrivo, mi sento davvero come un “pellegrino” che chiede ospitalitá in casa d’altri, solo per poter connettermi. Speriamo che trovino il problema e lo risolvino. Praticamente é questo il motivo per cui non ho scritto prima di Natale. Sono rimasto spiazzato sui tempi, scusatemi.

Ma ora veniamo a cose piu serie e riguardanti la vita quì in parrocchia. Mi ricordo che nella mia ultima vi dicevo circa la difficoltá che la gente stava incontrando rispetto ai prezzi che stavano vertiginosamente salendo. Eravamo nei mesi di giugno e luglio, prima della crisi economica mondiale. In settembre, quando la crisi economica era giá scoppiata, il prezzo del petrolio crollò e di conseguenza anche i prezzi dei principali prodotti di consumo, da noi si é potuto tirare un sospiro di sollievo. Il riso é tornado a prezzi comprensibili e cosi pure altri prodotti. Da noi si sente meno l’effetto di questa crisi mondiale, ma qualcuno dice che il tutto sará solo rimandato di qualche mese. Il lavoro nei campi quest’anno vá a ritmo continuo e senza interruzzioni di stagione, poiché non abbiamo ancora visto il tempo del secco. I contadini infatti continuano ad arare e seminare. I raccolti non sono sempre al 100% poiche spesso non si usano fertilizzanti e anche la terra non rende più essendo sfruttata al massimo. Il problema principale rimane quello della salute, delle medicine e degli ospedali. Si incontrano casi di persone che si rassegnano e non cercano neppure di raggiungere l’ospedale solo pensando al problema di non saper come pagare le spese. Dispiace sentire che anche in Italia lentamente ci si stá avviando a questo sistema di pagamento delle spese mediche. Il problema é che le leggi le fanno i ricchi che non hanno problemi di soldi, mentre i poveri devono aspettare che “qualcosa cada dalla tavola dei ricchi”. Quì nelle Filippine i politici cambiano solo quando muoiono, per cui diventa difficile sperare in un cambiamento a beneficio di coloro che hanno più bisogno. Noi da parte nostra e col vostro aiuto cerchiamo di aiutare coloro che sono nelle emergenze quotidiane.

Naturalmente la nostra presenza non é solo per i casi di emergenza ma anche e soprattutto nel lavoro pastorale. Normalmente i mesi di settembre-dicembre sono quelli più impegnativi in parrocchia. La festa della Patrona, Madonna del Perpetuo Soccorso alla terza domenica di settembre. Quest’anno abbiamo visto una massiva presenza di persone da ogni comunitá. Abbiamo avuto la presenza del nuovo vescovo che ha presieduto la celebrazione e si é fatto conoscere. Anche ottobre e novembre sono mesi molto intensi per i nostri incontri di formazione dei ministri e catechisti delle varie comunitá. Dicembre é sempre caratterizzato da molte riunioni di famiglia, anniversari, matrimoni, battesimi e naturalmente dalla suggestive Messa del gallo alle 4 del mattino. Quest’anno mi sono trasferito per 9 giorni in una comunitá a circa 22 km dal centro e ogni mattina alle 4 celebravo la messa nella comunitá. Parlando poi con i confratelli ci siamo accorti che la presenza alle celebrazioni dell’aurora erano sempre participate da molte persone. Molti giovani e molti uomini che solitamente non si vedono durante le celebrazioni ordinarie erano tra i primi ad arrivare.

Quest’anno siamo stati fortunate anche perché durante tutto il tempo della messa del gallo non é piovuto per cui davvero tanta gente partecipava ogni mattina. Io penso che la messa del gallo per i filippini sia un po come la messa di mezzanotte di qualche anno fá da noi, dove molti partecipano solo perché l’orario é “strano”. Naturalmente tutto finisce con la messa della sera o notte del 24. Il giorno di Natale solitamente la gente delle varie comunitá non va in chiesa, eccetto che nelle chiese parrocchiali e nelle cittá. Durante quest’anno 2008, ci hanno chiesto circa 600 battesimi e 150 matrimoni. Tra i battesimi circa 60 sono di adulti, mentre tra I matrimoni circa 50 sono regolarizzazzioni nel sacramento del matrimonio, visto che sono giá sposati o in altre sette o solo civilmente.Come potete capire, di lavoro non ne manca. Tenendo presente che non solo di lavoro pastorale si parla, ma anche di servizio sanitario, assistenza nella scuola, aiuto alle comunitá tribali, programma di alfabetizzazione nei villaggi più remoti. A proposito di villaggi remoti quest’anno abbiamo aggiunto una nuova comunitá alla parrocchia di Arakan. Si trova a cisca 25 km dal centro di cui gli ultimi 6 km sono percorribili solo a piedi, in un percorso ondulato e collinoso. Nel tempo di pioggia ci si impiegano 2 ore per raggiungere il posto poiché il fango e le salite rallentano la Marcia.
In questo angolo di natura non posso proprio dire di annoiarmi o di non saper cosa fare. Le mie giornate sono sempre intense. Mi piace quello che stò facendo e soprattutto con e per le persone con cui lo stò facendo. Se alla sera mi addormento stanco é solo un motivo in più per ringraziare il Signore per tutte le grazie che mi dona. É davvero una bella esperienza di vita e se posso dirlo, la consiglio davvero a chiunque volesse condividerla. Naturalment e se l’esperienza é prolungata o per sempre, acqusta un sapore più complete, proprio come la vita nel matrimonio.

Ora pensa sia giunto il momento dei saluti finali. Grazie alla famiglia che mi ha ospitato per potervi scrivere. Grazie a tutti voi per la pazienza che avete nel leggermi. Non siate timidi a scrivere, anche se in ritardo, ho piacere rispondere a coloro che fossero interessati ad altri particolari. Mi ricordo di tutti voi nelle mie celebrazioni quotidiane, tra i monti e le valli dell’Arakan. Ricordateci nelle vostre preghiere.

Non mi resta che farvi gli auguri di un felice anno nuovo. Che sia davvero una vita nuova nel Signore, aperta alla speranza e alla pace, di cui in questo tempo tutti ne abbiamo davvero bisogno. Grazie ancora e buon anno nuovo!

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