simbangInizia dopo la mezzanotte del 15, puo’ essere alle due di notte o alle quattro del mattino, le campane o gli altoparlanti, alcuni gracchiando altri a pieno volume, preannunciano il principio del Natale. Finisce all’alba del 24 dicembre. Questo periodo di nove giorni e’ chiamato ‘simbang gabi’ (adorare e pregare nell’oscurita’). Le messe mattutine, cantate dall’inizio alla fine con l’introduzione del Gloria, sono chiamate popolarmente ‘misa de gallo’ perche’ mentre si celebrano, nel sottofondo, (anche) i galli cantano. Sono pure conosciute come ‘misa de aguinaldo’. In spagnolo ‘aguinaldo’ significa dono. La messa e’ cosi’ un alzarsi presto per recarsi in chiesa e ‘donare’ un’ora al Bambino Gesu’ prima della routine giornaliera che poi si svolgera’ come in ogni altro giorno dell’anno. In passato tuttavia, durante la dominazione spagnola, i doni erano anche quelli che i fedeli portavano all’altare per i sacerdoti delle allora missioni. Ancor’oggi l’usanza rimane a cui bisogna aggiungere le offerte in denaro per le messe, in generale ‘sponsorizzate’. Durante questo periodo di oscurita’ i sacerdoti sfoderano le prediche migliori.  Dal pulpito c’e’ chi sfruttera’ queste occasioni per una maggiore catechesi, altri andranno in mezzo all’assemblea facendo domande sul Vangelo e non mancheranno coloro che useranno l’elettronica, come computer e Microsoft PowerPoint, per illuminare meglio i fedeli, nel cuore e nella mente.
Spesso, all’alba dopo la messa, i fedeli stazionano fuori della chiesa dove la parrocchia, o gli sponsors della messa, organizzano punti di ristoro con caffe’ e tsokolate caldo o ‘salabat (te’ di ginger) e delicatezze locali come ‘puto bumbong’ (melassa di riso caldo o freddo) e ‘bibingka’ (torta soffice di riso) ma anche spaghetti con salsa di ketchup e brodo caldo con pezzetti di pollo e maccaroncini.
Sono le messe piu’ affollate dell’anno a cui si partecipa per ringraziare ma anche per chiedere maggior favori, o miglior sorte, al Signore che rinasce in mezzo all’umanita’. Moltissimi partecipano a tutte le messe della novena per completare un ciclo sancito, dall’inizio alla fine, da una nascita. Una nascita che pero’ non sara’ mai un qualcosa di nuovo ma un ritorno al solito. Un ritornare ad essere quelli di sempre. Insomma “E’ per nascere che siamo nati” potrebbe benissimo cantare un fedele filippino durante questi nove momenti e movimenti di oscurita’.

Advertisements