kidnapI rapimenti continuano nell’isola di Basilan. L’ultima vittima una bambina di nove anni, Nicole Rabeche, figlia di un marinao che lavora all’estero. 13 le persone rapite negli ultimi 7 mesi. Ancora tra le mani dei rapitori è Joel Pilangga uno studente di Zamboanga City. In generale i rapitori si autodefiniscono AbuSayyaf.  Se non sono loro sono retaggio della antica pirateria che da secoli ha imperversato nel Mar delle Sulu.  Se sono loro sono definiti come persone con forte tendenza ad abbracciare il fondamentalismo religioso di matrice islamica. Usano rapimenti e azioni armate perchè sentono il disagio di condividere con altri, diversi da loro, differenti idee politiche, culturali e religiose (il 40% della popolazione in Basilan è cristiano). Il loro obiettivo rimane una generale conversione di tutti al loro credo e la fondazione di una Nazione con regole religiose. Questo si può raggiungere anche con azioni a danno dei più deboli perchè, aumentando il livello di paura tra le popolazioni circostanti, si può generare ‘conversione’ in alcuni che vogliono vivere in pace. Il rapimento di una bambina può tuttavia alzare la posta in gioco e generare più rabbia che timore. Se entra in gioco la rabbia le azioni si moltiplicano.  Meglio evitarla. Il vescovo di Basilan, Martin Jumoad, propone invece che le Forze dell’Ordine, in particolare la Polizia, siano più visibili. Ovvero non se ne stiano troppo nelle baracche, vadano in giro fra la gente accattivandosi la loro fiducia, rispondendo prontamente alle loro richieste di aiuto e di difesa. E uno si domanda, se non è sato possibile prima ce la faranno ora ad evitare nuovi rapimenti?

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