ikabod41The first kidnapping of which we have been witness was that of our bishop of Ipil:  Mgr. Federico Escaler, a Jesuit, in February 1985.  Seized by a ‘lost command’ with his car driver on his way to Zamboanga City. The seizure lasted a few days and the story landed on the pages of newspapers very late.  Oddly the ordeal found space instead in a comic strip on the Manila Times, ‘Ikabod’  by Severino “Nonoy” Marcelo (1939-2002) one of the most versatile cartoonists with social and political background. Ikabod is a ‘mouse’ rebellious and full of ideals. It moves in a strange country, inhabited mostly by rats, called Dagalandia (Daga = rat), dominated by a despotic dictator, the cat Bos Myawok (aka Ferdinand Marcos).

Monsignor Escaler, a bishop very distant from the opinions of Marcos, became in this comics ‘Mons EscaRat’. Captured by some “rat-rebels,” the bishop is then “saved” by a group of mice-marines. It had been a abnormal kidnapping  and Marcelo what it meant in those days through his pencil was,  that at the end, it was a farce artfully constructed by the Government of Bos Myawok, Marcos himself. The “rats” was also the nickname of a famous group of militias trained by the military of Marcos that in some raids in the villages could appear too as anti-government rebels. In this way, ‘saving’  a bishop, Marcos was able to demonstrate to the Church ( in those times very critical of his style of government) that he had the situation in hand, in a political climate where clandestine forces ( muslims and communists) were trying to destabilize the order of the nation.

In 1985 ‘Ichabod’ received an award from the Catholic Mass Media of the Episcopal Conference of the filipino Bishops for the way Filipinos ‘Nonoy’ was describing the events of social, cultural and political which were happening every day in the country. Not only that, in life, he shared even his home with people who had none, the homeless.

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escaler

                mons. Federico Escaler, S.J.

Il primo rapimento di cui noi siamo stati testimoni fu quello del nostro vescovo di Ipil: mons. Federico Escaler, gesuita nel febbraio del 1985.  Sequestrato da un ‘lost command’ con il suo autista, mentre si recava in auto a Zamboanga City. Il sequestro durò pochi giorni e la vicenda approdò sulle pagine dei giornali in ritardo. Per qualche giorno però trovò spazio in una striscia di fumetti sul Manila Times, ‘Ikabod’ (forse da Ichabod un nome ebraico che si trova nel libro di Samuele che vuol dire :  la gloria se ne e’  andata) di Severino “Nonoy” Marcelo (1939-2002) uno dei più versatili disegnatori di fumetti a sfondo sociale e politico. Ikabod è un ‘topo’ ribelle e pieno di ideali. Si muove in uno strano paese, abitato in maggioranza da topi, chiamato Dagalandia (Daga=topo), dominato da un dittatore despotico, il gatto Bos Myawok (alias Ferdinando Marcos).

Monsignor Escaler, vescovo abbastanza distante dalle opinioni di Marcos, divenne nel fumetto ‘Mons EscaRat’. Catturato da alcuni “ratti-ribelli”, il vescovo, viene poi “liberato” da un commando di topi-marines. Era stato un rapimento anomalo e quello che Marcelo volle dire in quei giorni, che in fondo, era stato una farsa costruita ad arte dal Governo di Bos Myawok, Marcos appunto. I “ratti” era infatti il nome di un famoso gruppo di milizie addestrato dai militari di Marcos che in certe incursioni nei villaggi potevano apparire come ribelli antigovernativi. In questo modo, liberando un vescovo, Marcos poteva dimostrare alla Chiesa, allora critica verso il suo modo di governare,  che aveva in mano la situazione, in un clima politico dove forze clandestine (veri ratti-ribelli, musulmani e comunisti) cercavano di destabilizzare l’ordine dello stato.

Nel 1985 ‘Ikabod’ ricevette un premio dal Catholic Mass Media della Conferenza Episcopale dei Vescovi Filippini per il modo in cui ‘Nonoy’ descriveva le vicende sociali, culturali e politiche che ogni giorno si alternavano nel Paese. Non solo, in vita, condivideva la sua dimora con gente che non ne aveva.

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