P. Fermo Capoferri, PIME. Nato a Piangaiano (Bg) il 12 ottobre 1903. Parte per la Birmania nel 1931 dove vi rimase sino alla morte nel 1984. Visse nel luogo più remoto della Birmania , a Pradon : per andare da lui ci volevano almeno tre giorni a cavallo, partendo dal luogo più vicino dove poteva arrivare un  autocarro. Così cercava di essere autosufficiente, quindi si faceva il suo zucchero, il suo olio di arachidi, il suo riso. Aveva i suoi orti. Faceva la spesa a Toungoo una volta all’anno che poi impacchettava in pacchi da 15 chili l’uno. Un primo giro nel bazar per conoscere i prezzi poi ripassava e comprava. Era molto previdente. Aveva sempre due granai pieni di riso, uno doveva essere di scorta. Aiutava molto in vitto e alloggio. Gli Han come segno di riconoscenza gli regalarono la ‘cassa da morto’, quando era ancora vivo. Li ringraziò alla maniera cariana: regalando un bufalo! Visto poi che la cassa era piuttosto lunga per lui, la fece ridimensionare a sua portata. Compiuti gli 80 anni li festeggia visitando tutti i villaggi che poteva: attraverso sentieri pericolosi sui monti, attraverso fiumi e torrenti su zattere e ponti tremolanti di bambù e tra le fitte foreste. Ci mise due mesi e mezzo e in ogni villaggio festeggiava il suo compleanno : messa solenne, processione, poi pranzo per tutti e alla sera danze e giochi. Diversi birmani lo seguirono nella vocazione, tra essi Mons. Abraham Than che lo assistette al suo capezzale dove volle che gli fosse letto il librettino, in cariano, su p. Paolo Manna. Seguì attentamente sino alla fine poi disse “Tabatha” che vuol dire ‘Amore’ . Fu l’ultima sua parola.

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