Nell’aprile scorso il Senatore Aquilino “Nene” Pimentel ha proposto di modificare la Costituzione delle Filippine, e chiamare la Nazione non più’ Repubblica delle Filippine ma Repubblica ‘Federale’ delle Filippine. Il Governo attuale sembra favorevole a questa proposta che attualmente e’ discussa in Congresso. La modifica per diventare legge dovrebbe avere 3/4 dei voti del Congresso e del Senato. In pratica le Filippine verrebbero divise in 11 Stati e una Regione Federale Amministrativa (Metro-Manila). Gli 11 Stati dovrebbero essere: 1. Northern Luzon; 2. Central Luzon; 3. Southern Tagalog; 4. Bicol; 5. Min(doro)pa(lawan)rom(blon); 6. Eastern Visayas; 7. Central Visayas; 8. Western Visayas; 9. Northern Mindanao; 10. Southern Mindanao; 11. Stato del BangsaMoro (a maggioranza musulmana). Per Pimentel questo potrebbe risolvere il problema dei separatisti islamici nel sud dell’arcipelago. Pimentel pero’ non chiarifica come creare 11 Stati visto che non esistono e se esistono sono solo isole. Cita solo l’esempio degli Stati Uniti d’America. Ma agli inizi degli USA esistevano già’ 13 colonie con le loro regole e costituzioni. Nelle Filippine bisogna invece creare, da 7000 isole e ex-novo, degli Stati e con plebiscito ‘nazionale’. Questi 11 Stati devono poi mettersi d’accordo (attraverso altri plebisciti locali) sulla unione in una Repubblica Federale. Un processo abbastanza lungo pressoché’ impossibile da attuare durante l’attuale governo di Gloria Arroyo (termine 2010). Il Governo cita come modello il caso del recente Plebiscito per la costituzione delle Regione Autonoma Musulmana in Mindanao (o Entità’ Giuridica BangsaMoro con possibilità’ di mettere in pratica la ‘sharia’) ma questo rafforza ancora di più’ la prospettiva che bisogna passare attraverso numerosi e dibattuti plebisciti per arrivare a un accordo (o disaccordo) federale finale, che comunque non può’ essere condizionato dal credo politico, etnia, appartenenza religiosa e preferenze di sesso. (Luciano)

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