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Cari Amici e confratelli sono convinto che – come a me – anche a ciascuno di voi venga spontanea la domanda su ‘perche’ missionari anche oggi’ E’ forse domanda scontata, quindi banale. resta pero’ il fatto che la domanda iene posta e che ciscuno, ne sono convinto, da’ la propria risposta. Una risposta che puo’ essere riassunta dicendo che con noi Dio porta a compimento il suo progetto sull’umanita’. Scrivendo questo penso ai tanti confratelli PIME he in quarant’anni sono arrivati nelle Filippine, ai confratelli che hanno dedicato nella totalita’ la loro vita. Penso all’uccisione di Tullio e Salvatore, alla morte di Santo e angelo, penso ai confratelli che forzatamente hanno lasciato le Filippine.
Scrivendo questo mi aiuta la scelta per la missione che hanno fatto I nostril confratelli filippini e ai quei giovani che continuano a scegliere la missione. Sono I giovani che, dopo aver la sciato la famiglia, lavoro e amici, hanno deciso di deicare la loro vita alla missione per sempre. Sono convinto che il progetto di Dio, nella storia concreta di Gesu’ di Nazareth si e’ fatto carne e sangue, continua a compiersi attraverso I suoi discepoli.
Missionari allora sono quei tanti uomini e donne che vivono e portano nel mondo la luce e la parola di Dio, la sua forza e la sua solidarieta’ ed amicizia. Nulla di più concreto per rispondere alla fame che ogni uomo sente nel profondo del proprio cuore. È lo stesso Cristo che vuole raggiungere ogni epoca della storia e ogni luogo della terra, per arrivare a ogni persona.
Ciò che è accaduto all’inizio della sua missione evangelizzatrice con i suoi amici Andrea e Giovanni, Giacomo e Simone e gli altri apostoli – cioè “mandati” – accade oggi con noi, quando siamo disposti a essere strumenti
della sua presenza e della sua azione nel mondo.
Per chi ha incontrato Cristo, è una chiamata “bella”, aperta a tutti i popoli. L’umanità è avvolta dalla sim-patia di Dio. Per giungere al suo compimento, l’umanità ha bisogno della Buona Novella, di persone e comunità che possono esprimerla. “È importante – scrive papa Benedetto XVI – che confluiscano all’umanità forze di riconciliazione e di pace, forze di amore e di giustizia”.
È importante per il “bilancio” dell’umanità, che conosce tante violenze e ingiustizie. Chi ha sperimentato Dio e ha trovato una grande gioia, deve trasmetterla perché la grande Luce deve illuminare il mondo, la
casa della famiglia umana.
Vediamo tanta gioia in coloro che, ascoltando il vangelo, si sono sentiti amati e hanno donato la loro vita per gli altri. Ricordiamo quelle persone che diventano I santi della quotidianita’ e nella quotidianita’. Sono quelle persone che incontriamo giornalmente, quelle perasone con le quail lavoriamo che ci rivelano la presenza viva di Dio.
Missionari oggi, perché? Siamo insieme alla nostra gentei, la famiglia dei figli di Dio: ci apparteniamo. Le missioni sono una questione d’amore. C’è la Carta dei diritti umani, ed è stato un passo avanti identificarli
(riconoscerli è più impegnativo!). Ma c’è soprattutto la realtà della comune appartenenza scritta nel nostro sangue, che ci chiama a rapporti “densi” di fraternità, rispetto e benevolenza.
Sono comportamenti che aprono al dialogo e alla gratuità. Perché dopo tanti secoli ancora la missione? Perché ogni generazione è un nuovo inizio. La libertà dell’uomo è sempre nuova.
Lo Spirito dona il vangelo vivo attraverso la comunità dei credenti, uomini e donne che, in un certo modo, continuano l’incarnazione.

Noi ne siamo I testimoni. A quarant’anni di nostra presenza allora facciamo memoria di quanto vissuto. Soprattutto pero’ pensiamo futuro. Progettiamo il nostro cammino. In questo mod oil nostro presente e’ denso di significato di senso. Per questo reciprocamente facciamoci gli auguri di buon compleanno!
Con amicizia,
gbs

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