Padre Gianbattista Zanchi (Superiore Generale-PIME) ci invita a fare un po’ di ginnastica mentale, a seguire un digiuno dal lavoro fisico a scapito di quello del pensiero (cosi’ come emerge nel vangelo) che renda semplice e agile anche la mente (Maria) oltre che il corpo a cui gia’ dedichiamo parecchi sforzi e attenzioni (Marta).
Siamo a TagayTay, (luogo dell’ononimo vulcano) nel Seminario Teologico del PIME. Un luogo separato dal resto del mondo. Il tempo dell’orologio non interessa affatto, ma alla fine saranno 5 giorni. Qui ognuno di noi (18 padri del PIME nelle Filippine) cercherà di scoprire qualche interessante vena di meditazione. In alcuni sara’ un torrente in piena, in altri solo un fiumiciattolo e il resto scavera’ nella propria esperienza per trovare qualche ‘sorgente’ in tutti presente. 
Alcuni dicono (Marta) che meditare (Maria) non e’ lavorare.  Citiamo Kafka. Il vero lavoro, non e’ quello per cui siamo stati chiamati ad eseguire giorno dopo giorno, ma il pensiero creativo. Molti di noi ‘missionari’ (anche se non tutti) hanno la fortuna di svolgere un lavoro scelto, che a volte piace e realizza (anche se non retribuito). Eppure e’ vero che solo dopo aver esaurito quello che si deve fare (distribuire grazie celesti, maneggiare soldi, gestire riunioni, educare al rispetto della vita e parlare con questo/a e quell’altro/a) si dovrebbe, per cosi’ dire, lavorare di mente e di spirito. Anche per non cadere schiavi di una routine che poi ci rende indifferenti alle sorprese e alle emergenze sempre possibili negli incontri con gli altri. Cosi’ come le regole del gioco non permettono piu’ di cambiare le carte in tavola.

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