Si potrebbe raccontare di nuovo tutto quello che è accaduto un anno fa. Ma due sole cose sembrano ancora interessanti mentre il riassunto dei 39 giorni di sequestro può essere letto ancora su questo blog.

I rapitori di padre Giancarlo non hanno ancora un volto. Del resto fecero ben presto perdere le loro tracce. E questo è quello che ci ha colpiti di più durante il rapimento: dove erano finiti? Anche oggi sembrano lontani e invisibili. Svaniti così come si vaporizzano i fantasmi quando sorge l’alba del giorno.  Forse per questo non si sente piu’ rancore verso di loro? Illusione forse, perchè i rapimenti continuano. Così come può ri-emergere la vendetta contro chi commette e ha commesso questi crimini. Ricordiamo, per esempio, del rapimento e uccisione di padre Rey Roda mesi fa (18 gennaio 2008). Difficile contenera la rabbia. Ma a fanatismo non bisogna rispondere con fanatismo e all’odio è meglio anteporre la ragione e domandarsi se quello che ora si sta facendo serva a qualcosa per evitare altri rapimenti, altri delitti. Se le autorità politiche e militari servono a qualcosa nel neutralizzare la criminalità organizzata oppure lasciano fare traendone loro stesse dei profitti.

I rapitori fantasmi, da una parte e la nostalgia di Payao, un luogo incantevole sul mare, dall’altra. Un luogo sulla mappa insignificante ma che a distanza di un anno rimane inchiodato nella nostra memoria. La baia con le linee di alghe agar-agar, le mangrovie sull’isola dei grandi pipistrelli di fronte al villaggio, l’isola di Pandelusan in distanza, le piccole comunità sparse sui monti tra le risaie, gli alberi della gomma e, piu’ a nord alla foce del fiume Sibuguey, le culture ittiche di pesci e di crostacei. Poi l’immancabile tramonto del sole. Il luogo da dove padre Giancarlo è stato tolto e poi allontanato e che ora come un esule, nella metropoli di Manila, lo ricorda e si domanda: “Tornare o starne lontano? Una sensazione dolce e amara nello stesso tempo. In Payao comunque si può tornare, ma il periodo vissuto là ha preso un’amara direzione. Quel luogo, per noi, è cambiato. Per sempre. Questo, non essere piu’ come prima, molto pobabilmente sta aiutando Giancarlo a guardare il passato con meno nostalgia e al futuro con rinnovata energia . Cosa pensano invece i suoi rapitori fantasmi sembra inutile domandarcelo. Il loro futuro non e’ mai stato prevedibile. (Luciano)

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