Mese di maggio i bambini, in vacanza, durante il rosario offrono i fiori alla statua della madonna. Non è che siano statue belle. A volte bruttine. Ma non esiste in religione una vera e propria bellezza. Noi trovremmo brutto se la statua della Pietà in San Pietro venisse dipinta. Invece se fosse nelle Filippine sarebbe ricoperta con colori sgargianti.
L’ideale di bellezza è diverso da paese e paese. Vabbè il mese di maggio, comunque, non è una devozione del corpo bensì dello spirito. L’immagine giallognola di Maria con le sopraciglie nerissime e gli abiti ricoperti di spessa e irregolare enamel vernice blu non è molto bella da vedersi (soprattutto per i fedeli di altre religioni) ma ci siamo abituati e sappiamo che al di là del corpo che è finito, c’è uno spirito infinito e non ci scandalizziamo di tanto-
La venerazione alla Madonna è molto alta nelle Filippine. E anche nelle arti figurative la presenza spirituale di Maria è fortissima. Del resto la Vergine è vista come la grande mediatrice tra l’uomo e Dio e anche tra persona e persona della stessa dimora.
Forse i Flores de Mayo, i fiori che abbelliscono la statua di Maria, simbolicamente vogliono ridare colore alla vita dei più piccoli e tenerli lontani dalla paura, angoscia e violenza che si potrebbe generare anche nella famiglia con i genitori terreni. Il ruolo del padre nelle Filippine tuttavia ‘sembra’ abbastanza grigio e scolorito. La cultura locale è abbastanza matriarcale. Ci si confronta più con la madre che con il padre. Così, magari, si offrono i fiori perchè la Madre di tutti faccia capire alle madri terrene le esigenze dei loro figli e figlie. Che hanno la stessa fede, naturamente, ma sono differenti sia nell’età che nel pensiero. Una diversità da tenere conto, come tra i colori. (p.Luciano Benedetti)

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