Gianni Sandalo

Carissimi Confratelli ed Amici,

Penso che capiti a ciascuno di noi di interrogarsi su cosa c’e alla sorgente della nostra vocazione alla missione? Cosa e’ che rende possibile la vita missionaria? A quali condizione e’ possibile che una persona dia la sua vita a servizio del Vangelo?
Mi pare che la nostra vocazione, per essere vissuta nella realta’,di fronte agli altri e di fronte a noi stessi, esiga una piena identificazione con il Messaggio che proclamiamo. In altre parole: non possiamo metterci al servizio del Vangelo se non abbiamo una grande passione per esso e una totale convergenza della nostra persona sul suo progetto.
Dove sta il nostro tesoro, li’ sta il nostro cuore; e dove sta il nostro cuore, li’ si posano i nostri pensieri.
Cio’ che pensiamo e’ normalmente cio’ che amiamo o vogliamo amore. I pensieri sono l’indicazione piu’ chiara per scoprire la direzione del nostro cuore. Anzi, a voler essere piu’ concreti: dove si dirigono i nostri occhi, la’ si pone il nostro cuore.
Se dunque il Vangelo deve essere quel dato che ha preso il nostro cuore, deve diventare oggetto continuo del nostro pensare.
Solo a questa condizione esso diventera’ sempre nuovo per noi. E potremo arrivare fino all’ammirazione, che e’ condizione necessaria per amarlo. Non c’e’ dunque ammirazione o amore senza molta contemplazione. “Solo chi vede l’invisibile, puo’ compiere l’imposslblle’ – diceva un tale.
E’ questo non e’ nient’altro che la sequela nella vocazione.
Ma non basta la chiarezza delle idee. Le idee sono lampadine spente. Se non arrive la corrente, non danno alcuna luce. E la corrente viene dal cuore. Quando una fatto o un avvenimento si manifestano nella bellezza, allora si ha la festa. Quando un progetto diventa fervore e passione allora si passa dal mestiere alla vocazione.
La riuscita della nostra vocazione e quindi della nostra vita dipende da questa capacita’ di identificazione con la vita del Vangelo ma soprattutto dalla capacita’ di coinvolgimento del nostro cuore con la persona del Cristo e con la sua Parola. E’ indispensabile per questo vivere “ad alta tensione” o per lo meno ricercarlo continuamente.
E qui sarebbe bello riflettere sulla formazione permanente. Ovvero mettersi continuamente in un atteggiamento o stile di volonta’ di rinnovamento.
Al riguardo compito delta formazione permanente non e’ di renderci piu’ abili nel nostro “mestiere”; bensi’ di tenerci o sospingerci in continuita’ verso questa piena identificazione del nostro essere con Cristo e il Suo progetto.
Si puo’ vivere umanamente solo di cio’ per cui si e’ disposti a morire. Ma se non c’e nulla per cui si possa dare la propria vita, con che cosa la riempiamo? Ancora una volta tra le mani abbiamo la possibilita’ di andare oltre il limite nostro.
Qualche settimana fa abbiamo terminato l’annuale Asemblea Regionale. Momento di incontro, di amicizia e di verfiche dei cammini percorsi. Lasciamoci ora guidare dalla consapevolezza della presenza dello Spirito che ci invita ad’ essee-appasionati’ di quanto abbiamo scelto. Meglio di quanto ci e’ stato offerto. Un regalo che diventa impegno per il Vangelo ed il suo Progetto.
L’obiettivo dunque che dobbiamo proporci da un punto di vista personate, e’ “la passione per il Regno”. E’ un obiettivo da richiamare ogni giorno; e’ esigente, ma e’ decisivo. Il resto e’ conseguenza.

Con amicizia,

gbs

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