29 vescovi hanno chiesto al Governo di accelerare la distribuzione di 1.3 milioni di ettari di terra ai contadini che ne hanno bisogno. Sono terre che rientrano nel programma di riforma agraria (CARP) iniziato 20 anni fa ( Legge del 10 giugno 1988 ) e gli ultimi rimasti da distribuire dei 8.81 milioni di ettari allora acquistati per la riforma agraria. Ultimi anche perchè in maggioranza appartengono a grosse aziende agricole private che non le usano ma ne ostacolato l’acquisto e la distribuzione. Sembra improbabile che il Governo accederà alle richieste dei vescovi, tanto che il Dipartamento della Riforma Agraria (DAR) ha chiesto altri 10 anni di estensione del CARP e 19 miliardi di pesos per l’acquisto e distribuzione di queste ultime terre. I vescovi sono preoccupati per le notizie che circolano sulla mancanza di riso da consumo. I segnali, secondo loro, sono l’importazione di circa 2milioni di tonnellate e l’aumento del prezzo sul mercato. Una soluzione alla carenza potrebbe essere, appunto, l’utilizzo di quelle terre.
Il governo risponde indirettamente con una semente ibrida ad alta resa chiamata “Gloria Rice”, introdotta dalla Cina nelle Filippine nel 2002. Centomila gli ettari che già producono questa varietà di riso e si pensa di portali a 600.000. La produzione è di circa 6.6 tonnellate di riso per ettaro (in alcune aree di Mindoro, il governo dice, anche 11.1 tonnellate per ettaro). Tuttavia, vale la pena ricordare le qualità nutrizionali degli ibridi: hanno calorie in quantità, ma sono insufficienti a nutrire correttamente l’uomo. Vanno bene per paesi occidentali come l’Italia dove chi mangia può permettersi poi di integrare il cibo con integratori vitaminici e sali minerali. Le piante, geneticamente modificate, hanno come caratteristiche positive solo l’alta produzione e la protezione dalla copia originale (in questo caso tuttavia il brevetto è cinese ). Le previsioni di imminenti carestie dovute all’aumento della popolazione e alla mancanza di terre coltivabili accelera l’uso di sementi ibride ad alta resa. Una alternativa ci sarebbe. A tutt’oggi la maggior parte della produzione di riso è in mano a milioni di contadini filippini che coltivano con il solo ausilio delle braccia e dell’aratro trainato dal carabaw (bufalo) con rese molto basse se comparate all’agricoltura meccanizzata. In pratica sotto-utilizzano le proprie terre. Basterebbe un miglioramento tecnologico per migliorare la resa, ma oramai sembra prevalere il biologico e con questo l’addio ai vecchi, ma gustosi e nutrienti genomi vegetali.

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