L’arcivescovo di Lingayen-Dagupan mons Oscar Cruz, pubblicamente, ha detto alla televisione ABS-CBN, nel programma ‘Umagang kay ganda!” (Mattino quanto bello sei! …libera traduzione) che se fosse per lui non darebbe la Comunione alla Presidente Gloria Arroyo perchè è una ‘pubblica peccatrice’. Mons. Cruz è un attivo oppositore della Presidente, e ha chiesto le sue dimissioni e Umagang kay Ganda un programma di chiacchere con personaggi importanti o gente di strada seguito da milioni di cittadini.

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Come in altri Paesi, nelle Filippine, spesso ma non sempre, l’intrattenimento televisivo tende a diventare ‘trash’ (spazzatura) sin dalle prime ore della giornata. Eppure molti, gente semplice o grandi nomi (anche vescovi appunto), si lasciano volentieri trascinare nel piccolo schermo-cestino-di-rifiuti.

Una delle personalità televisive più popolari è Kris Aquino, 37 anni, attrice, conduttrice televisiva e figlia dell’ ex presidente Cory Aquino. La sua vita ‘privata’ e’ diventata un pubblico diario televisivo dove senza pudori ha ammesso le sue relazioni sentimentali con differenti personaggi sportivi, attori e politici. Le sue esternazioni nel settembre del 2003 a TV-Patrol ABS-CBN, circa la relazione tumultuosa avuta con il sindaco di Parañaque, Joey Marquez, è diventato un fenomeno mediatico ancora da battere nelle Filippine, se si pensa che mentre la vicenda si dispiegava in TV, Manila (e buona parte del Paese) si fermava per mettersi davanti al piccolo schermo per seguire un storia fatta di tradimenti, violenze, sesso e malattie veneree. Il suo diario televisivo continua. Giorni fa, i medici hanno trovato un ‘cancro al colon’ alla madre e in diretta TV, Kris Aquino ha confermato che a causa di questa notizia (comunque triste) ha avuto un aborto.

Il ‘trash’ lo si trova anche negli intrattenimenti popolari televisivi come il più visto in assoluto Wowowee dove gente semplice viene chiamata in TV per piccole gare uno contro l’altro. Dove non è importante vincere bensì il modo con cui ci si presenta, ridendo, piangendo, cantando, ballando e impazzendo. Dove si premia i vincitori di ogni scontro con qualche migliaio di pesos, ma molto di più con un quarto d’ora di celebrità. Dove si diventa modelli per chi a casa li osserva, ne condivide le emozioni e sogna di poterne, un giorno, prendere il posto. Due anni fa 74 persone morirono dopo essere state travolte da migliaia di altre che volevano partecipare allo show nell’Arena di Pasig, MetroManila. Dopo due mesi Wowowee era di nuovo in TV.

Trash anche nei notiziari televisivi serali, guidati sempre dai soliti tre vestiti-per-bene giornalisti/e dove le immagini di fondo devono essere sempre crude, ombrose, violente, tossiche e nelle quali la parola dominante che deve riecheggiare è: “Patay!” (Ucciso!).

Ciò che resta dopo questo consumo televisivo, appunto ossa e spazzatura, sembra solo vaga vanità, ma anche tragica verità: dai più famosi come Kris Aquino ai più anonimi di Wowowee chi ha ‘successo’ sembra sempre colui e colei che fallisce o è legato/a alla marginalità. Già, in assenza di valori forti, non rimane che mettere in mostra la volgarità dei celebri e il disordine quotidiano dei poveri. Ma la TV attirerà sempre e il quarto d’ora di successo personale racchiuso nel contenitore televisivo rimarrà sempre una tentazione difficile da ‘rifiutare’ sia per i santi che per i peccatori. L’importante, allora, è creare buon concime. (Luciano)

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