L’anno scolastico 2007-2008 è terminato e sono iniziate le vacanze ‘estive’ (aprile e maggio). In molte scuole, pubbliche e private, si celebra la chiusura con una messa, detta dello Spirito Santo. Circa 23 milioni di studenti a casa. Le scuole riapriranno a giugno. I missionari del PIME fanno la loro parte (oltre le messe) aiutando centinaia di studenti a continuare gli studi, dall’asilo alle Superiori. Naturalmente con gli aiuti provenienti dall’Italia: offerte personali e Adozioni a Distanza.

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Le statistiche dicono che su 100 studenti che finiscono le Elementari 70 proseguono per le medie, e dopo le Medie 30 per le Superiori, dove la metà riuscirà a finire il corso scolastico prescelto. E’ una scuola di ‘elite’, che in buona parte copia quella degli Stati Uniti, dove solo chi ha soldi o è sponsorizzato da governo e privati, potrà inserirsi in futuro nel mondo del lavoro. L’educazione stessa è, nolente o volente, un affare di soldi e deve fare i conti con chi manovra l’economia del Paese. Gli stessi studenti (per non dire degli insegnanti) sono oggetti di ‘valore economico’. In molti casi da sfruttare il più possibile (assieme ai genitori) incanalando i loro desideri di bellezza, ricchezza e salute verso un ipotetico e roseo futuro che molto spesso si rivela ben presto un finto miraggio.

Nei vari sermoni il celebrante, durante le messe, ricorda quasi sempre che la Scuola dovrebbe insegnare non solo a leggere e scrivere ma anche a prendere in mano il destino, a diventare responsabili delle proprie scelte e a far buon uso dei talenti della Pentecoste. In realtà a parte i pochi che potranno emigrare all’estero o a Manila e quelli che riusciranno a trovare un posticino nella già affollata struttura amministrativa, il destino è già segnato. Il 75% dei giovani sopra i 18 anni, già da tempo devono dare al loro ‘non far niente’ una connotazione positiva, cioè considerare ‘lavoro’ il difficile mestiere di vivere. Diciamo che un buon utilizzo di questo tempo evita loro di cadere nella trappola del vizio ozioso. Tuttavia nelle province pesca, agricultura e piccoli lavori a contratto nel terziario assorbono i giovani solo quando la popolazione più anziana si ‘ritira’ (magari dividendo ulteriormente le loro già povere risorse) e questo avviene sempre più lentamente. In città le possibilità sembrano migliori, ma anche i vizi lo sono. Insomma: O Santo Spirito, fai scendere qualche buona idea e sta loro appresso!

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