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Il Venerdì Santo è percepito dalla maggioranza cristiana delle Filippine come il giorno in cui gli ‘spiriti’ si svegliano e, lamentandosi della morte di Gesù il Cristo, si disseminano sulla terra caricando di energia i luoghi e le cose, frammenti di natura, che attraversano.

Nella prima mattinata del Venerdì Santo nelle parrocchie si svolgono le tradizionali Via Crucis, molti giovani però preferiscono recarsi in pellegrinaggio su alcune note e vicine montagne. Magari già in passato là, sulle loro cime, sono state poste croci o statue di Gesù. Anche la montagna più alta delle Filippine, il monte Apo ( 3000 mt) viene molto frequentata in questo giorno. I membri invece delle ‘confraternite’, il Venerdì Santo, si dirigono verso quelle cavità naturali o grotte, ritenute spiritualmente abitate, per ‘ricaricare’ amuleti e corone del rosario. Ci sono poi le devozioni estreme come quello di farsi crocifiggere con chiodi ‘speciali’ o l’auto-flagellazione dove indebolire il corpo vuol dire riconciliarlo con lo spirito. I ‘baylanes’ (shamani) infine preparano erbe medicinali che poi trasferiscono in piccoli contenitori pieni di olio di palma per poi sotterrarli in luoghi che assomigliano a ‘incroci’ naturali. Sono forme di religiosità popolare che hanno radici nell’inconscio’ dei tempi, che mantengono ancora il loro fascino misterioso e che nel Venerdì Santo raggiungono il massimo di scambio simbolico tra Spirito e Umanità.

In chiesa, nel pomeriggio, non si celebra la messa ma si drammatizza la Passione, secondo il vangelo di San Giovanni, seguita dalla Adorazione della Croce, una cerimonia riscoperta dalla monaca Aetheria quando si recò in pellegrinaggio a Gerusalemme nell’anno 395. I fedeli si allineano verso il crocifisso deposto su un tavolino e mostrano la loro devozione baciando il corpo di Gesù. Nel tardo pomeriggio le varie statute di Gesù, Maria e dei santi, rivestite con abiti di stile orientale, vengono portate in processione per le vie del paese, per ultima quella del Santo Enterro, il corpo disteso di Gesù morto. Poi ritornano in chiesa e i fedeli si allineano aspettando il loro turno per visitare, chiedere una grazia e baciare ogni statua: una cerimonia che si prolunga sino alle prime ore del mattino di sabato per la grande quantità di gente che vi partecipa. Alcuni portano con sé un fazzoletto che sfregano su ogni statua per ‘ri-tenerne’ la santità, ovvero lo ‘spirito’, che in quella occasione, si crede, dia un’anima a quelle immagini.

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