Lo scorso Aprile 2007, il Segretario Leandro Mendoza del Department of Transportation and Communications (DOTC) e il vice presidente Yu Yong della ditta cinese ZTE Corp. (Zhong Xing Telecommunication Equipment Company Limited con i suoi uffici principali a Nanshan Hi-Tech Industrial Park, Shenzhen , Guangdong) stipularono un contratto di 329.5 million di dollari americani per una rete nazionale di telecomunicazioni chiamata National Broadband Network (NBN) per migliorare le comunicazioni tra i vari settori governativi: 17 distretti, 81 province, 2,295 uffici governativi e 23,549 centri governativi locali (LGO). Il Governo Cinese avrebbe finanziato il progetto, con un ritorno del capitale in 20 anni al 3% di interesse e 5 anni di ‘grazia’. (Nel 2007, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il maggior partner economico delle Filippine)

Il 21 dello stesso mese mr. Mike Arroyo, il marito di della signora Gloria Macapagal Arroyo, presidente delle Filippine, volava in Boao, Cina, per assistere alla firma del contratto, sebbene qualche giorno prima era stato ricoverato in ospedale per una operazione al cuore. Il 5 settembre il senatore Aquilino Pimentel chiede al Senato di investigare meglio il progetto NBN.
Il 10 settembre Joey de Venecia, figlio del Presidente della Camera filippina, Jose De Venecia, dichiara di essere stato in Cina con Benjamin Abalos, segretario della Comissione delle Elezioni (COMELEC) per una ‘richiesta di soldi’ (Un milione di dollari) alla ZTE, come ‘regalo’. (Sembrerà strano ma Joey DeVenecia era il presidente della Amsterdam Holding.Inc. (AHI) la compagnia che perse l’appalto per NBN in favore della ZTE!!)      L’11 settembre la Corte Suprema promulga una temporanea sospensione del progetto. Il vice governatore di Iloilo. Rolex Suplico, dichiara in favore di Joey DeVenecia, che il contratto con la ZTE è stato firmato senza prima passare attraverso un pubblico appalto e che comunque viola la Telecoms Policy Act che prevede la privatizzazione di tutti i network di telecomunicazioni nelle Filippine. Joey DeVenecia testimonia pure che Mike Arroyo gli ha detto di ritirarsi dalla corsa per ottenere l’appalto per NBN. Il 22 settembre, Gloria Macapagal Arroyo, sospenede il progetto NBN-ZTE e informa il governo cinese. Il 26 settembre il segretario della Comissione per l’Educazione (CHE) Romulo Neri dichiara che Benjamin Abalos, mentre giocava a golf, gli disse: ‘Ho 200 (milioni di pesos) qui per te’. Abalos nega che abbia detto questo, o tentato di corrompere Neri, poi annuncia le sue dimissioni dal COMELEC.

Lo scorso gennaio 30, 2008, il Senato approva un ordine di cattura per Neri e Jun Lozada, un componente del National Education NEDA. Il 5 febbraio Lozada è arrestato all’aereoporto di Manila, proveniente da HongKong e conferma che Mike Arroyo e Benjamin Abalos avevano ricevuto soldi per finalizzare il contratto con la ZTE. Soldi da dove? Dove sono i soldi? Questo è quello che sta cercando di appurare la Commissione Investigativa del Senato. Dopo la testimoninza di Lozada il clima politico si surriscalda. Da varie parti di chiede che Gloria Macapagal Arroyo si dimetta come Presidente delle Filippine. Il 15 febbraio una Messa in nome della trasparenza è celebrata alla Santa Benilde AuditoriuM del (Scuola) La Salle Green Hills a cui ha partecipato anche lo stesso Lozada.

La Chiesa, attraverso i vescovi, chiede ora alla Presidente di riflettere su quello che sta succedendo, di esporre la corruzione nel suo governo. Alcuni di loro, pochi per la verita’, si spingono oltre e chiedono le sue dimissioni seguite da nuove elezioni presidenziali. Gloria Macapagal Arroyo (che in questa faccenda è colpevole solo di essere la moglie di Mike Arroyo) nel frattempo si fa video-riprendere mentre passeggia nel giardino del palazzo presidenziale assieme al Consiglio dei Ministri per mostrare quanto unito sia il Governo. Alcuni ironizzano dicendo che un conto è passeggiare di fronte alle videocamere accese per dare fiducia ai cittadini e un’altro è correre subito dopo, quando sono spente, a casa per controllare le proprie azioni in borsa. Comunque padre Giancarlo (fu introdotto nel palazzo presidenziale di Malacangang subito dopo la sua liberazione) conferma che il Presidente è piccola di statura ma abbastanza agile. Se vuole potrebbe benissimo trovare una via di fuga e sgattaiolare anche in mezzo alla folla che inferocita vuole la sua testa. Già, in questo clima, definito dagli stessi cinesi dello ZTE ‘political circus’ o circo mediatico, le massime autorita’ politiche, commerciali e finanziarie del paese potrebbero benissimo stringere tra i denti i sacchi dei soldi destinati al popolo, gettare una corda tesa alla opposta parte avversaria, camminarci sopra allargando le mani in segno di fraterno assenso e scambiarsi le parti. In equilibrio naturalmente. (Luciano Benedetti)

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