Norberto Manero jr., il capo della banda che uccise P. TULLIO FAVALI,
PIME nel 1985 e’ stato liberato dalla prigione alcuni giorni fa’ e oggi (4 febbraio) e’ venuto alla tomba di P. Tullio per chiedere perdono. Si e’avvicinato alla tomba con una candela accesa, si e’ inginocchiato e ha baciato la fotografia del Tullio nella lapide portata dalla Licia, la
sorella del Tullio…
Abbiamo fatto una preghiera insieme e abbiamo benedetto la tomba con l’acqua santa. Erano presenti parrecchi Sacerdoti della Diocesi, alcuni testimoni nel processo che porto’ alla condanna “a vita” del gruppo dei killers e alcuni loro familiari. Il Manero ha acceso una
candela anche al capitello a Tulunan dove il Tullio fu ucciso. Poi ha guardato a lungo il quadro con il Tullio steso per terra come fu trovato in una pozza di sangue, con le cervella sparse intorno al corpo inerte…
Abbraccio’ me e i testimoni e l’avvocato Andolana, verso’ lacrime di commozione…
Rinnovo’ le 9 promesse fatte e firmate e ripete’ che fara’ di tutto per mantenerle:
1. Non si fara’ usare da nessuno come strumento di violenza, d’ora in poi desidera diventare strumento di pace. Anzi ha chiesto di non essere piu’ chiamato “Kumander Bukay” ossia un Comandante di fanatici che incute terrore, ma semplicemente “Nonoy” ossia un buon ragazzo
ordinario, come era chiamato da piccolo.
2. Non fara’ alcun male a nessuno, non piu’ minacce a chi l’ha fatto imprigionare.
3. Rivelera’ in stretta confidenza come fu fatto il piano di ucciso il P. Tullio.
4. Chiede perdono per l’uccisione di tante altre vittime, specialmente tra i Mussulmani e i Tribali
5. Fara’ modo di ridare o dar indietro 100 ettari di terre tolte a forza ai Tribali
6. Ha ricevuto proposte di far dei cinema, dara’ parte dei guadagni ai testimoni che han dovuto scappare per paura e diventare quasi mendicanti
7. Paghera’ i danni secondo la decisione del Tribunale
8. Si sottoporra’ ad esami psicologici
9. Se non adempie queste promesse e’ disposto a ritonare in prigione

Ha ripetutamente chiesto di assere accettato nelle nostre comunita’ e di essere aiutato a cambiare vita.
Si e’ presentato non piu’ come un lupo rapace, ma come un agnello mansueto. Sembrava impossibile che il piu’ famoso campione dei fanatici, il piu’ duro dei killers si presentasse in veste di agnello.
Questo e’ un grande segno di conversione, tutti coloro che si lasciarono influenzare dallo spirito di violenza spietata, anche i mandanti nascosti che spinsero i fanatici ad accessi di violenza, ora sono costretti a riflettere.
Preghiamo che il Manero e tutti i suoi seguaci siano veramente liberati dallo spirito di violenza fanatica e le nostre comunita’ siano liberate dalla paura o terrore che le ha a lungo paralizzate.
Forse anche noi possiamo sentire la morte del Tullio non soltanto come un grande dolore ma anche come un grande segno di salvezza: infatti la sua morte ha frenato l’ ondata di ammazzamenti e ora puo’ anche cambiare i killers in strumenti di pace.

Fr. Peter Geremia, PIME (Kidapawan)

See also “Prophets die for Christ” di Shay Cullen in Pinoypress

Advertisements