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Giancarlo è ritornato tra noi e ci domandiamo cosa lo spinga ancora a proseguire la sua missione nelle Filippine. Beh, intanto nel nostro incontro, tra noi e con lui, ci scambiamo i nostri punti di vista, certi nostri metodi di vita e certi progetti da continuare o abbandonare. Siamo sicuri comunque che un rapimento non può cambiare (del tutto) il Giancarlo. Del resto quello che è pre-ceduto non è meno importante di quello che pro-cedera’. Il sequestro e gli onori rimangono importanti, ma si puo’ tirare avanti anche senza tirarli in ballo. C’e’ una forza interiore che sorregge noi in qualsiasi situazione e ci permette di affrontare liberamente il nostro destino in qualsiasi luogo da noi scelto, fatto di terra, sale, sabbia, noci di cocco, pioggia, foreste, animali domestici, serpenti, sequestratori, ribelli, fiori di Gumamela, santi e assassini, Tullio e Salvatore, croci, fanatici e i soliti ignoti mafiosi. Giancarlo riprende il cammino verso l’orizzonte di un ‘possibile mondo’, alternativo a quello messo alle spalle, dove, pero’, si possa un giorno lavorare, in santa pace e senza disperarsi, sempre che Cristo lo voglia.

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