Gianni Sandalo

Cari Amici e Confratelli,

L’ inlzio di un anno porta sempre con se’ la speranza di una novita’. Ogni anno abbiamo sperimentato questa apertura dello spirito, anche se poi abbiamo dovuto constatare, che in poco tempo l’attesa e’ lentamente scomparsa. Siamo ricaduti nella routine e alla fine dello stesso anno i risultati sono stati del tutto diverse dalle attese iniziali.
Se questo sembra essere, inevitabile, cosa concluderne?
Diventare “realisti” e rinunciare a sperare oppure continuare a sognare contro ogni evidenza? Possiamo aspettarci qualcosa davvero nuovo o dobbiamo dire che non c’e e non ci sara’ nulla di nuovo sotto il sole”? E come far si’ che accada qualcosa davvero nuovo e positivo nella nostra vita?
La realta’ ‘commercialista’ ripete i soliti slogan sulla novita’ per indurci a realizzarla con “oggetti nuovi”; il sentire commune ci induce a ripetere i soliti auguri; gli uomini pubblici si ingegnano a trovare nuove idee o nuove formule e proposte che di volta in volta paiono risolvere vecchi insoluti problemi. Da parte sua la tradizione cristiana ci chiede di rinnovare i buoni propositi per una vita migliore. Ma quale e’ il risultato di questi tentativi di novita?
La nostra stessa esperienza ci mostra che alle cose nuove ci abituiarno, ed esse non creano alcuna vera novita’; i nostri auguri restano nel campo dei desideri; le idee e le proposte assomigliano sempre piu’ alle mode delle quali l’ultima elimina la precedente, E il processo autoeliminatorio continua sempre uguale mentre i nostri propositi ci lasciano come ci trovano.
Guardato con gli occhi della fede questo aspetto delta novita’ assume un altro significato. Solo Dio crea e quindi, a rigore, solo Dio puo’ fare qualcosa di veramente nuovo, che non sia cioe il semplice sviluppo di premesse gia note.
Per la Parola di Dio la novita’ e’ collegata essenzialmente con il Verbo e lo Spirito, al punto che la piena manifestazione di Cristo coincidera’ con la novita’ assoluta: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”.
L’esperienza della nostra vita di fede ci conferma in questa verita. Il nuovo e’ grazia: si attende, lo si spera, “accade” nella nostra vita, ma e’ indisponibile, non possiamo manipolarlo a nostra volonta’.
E di fatti, le cose veramente importanti nella nostra vita non dipendono da noi: la vita stessa, la salute fisica e mentale, la fede, l’amore degli altri, la speranza, la verita’…
Riguardo a queste cose possiamo fare poco: difenderle con attenzione, cercare con diligenza, agire con correttezza… Ma tutto cio’ non incide nell’essenziale, che ci sfugge. Quelle grandi realta’ o ci sono donate o non le abbiamo.
La novita’ vera si ha quando appare il dono nella vita di una persona. Il dono e il perdono sono novita’ assolute, creative. Esse provengono dal Padre, attraverso Cristo e lo Spirito e pongono la vera novita’ nella nostra vita.
E questi doni che a nostra volta possiamo riversare negli altri, costituiscono l’apparizione dell novita’ nella loro vita e la rivelazione quindi di Dio.
La fede in Dio e la possibilita’ del nuovo si richiamano reciprocamente.
Dunque, ne’ scetticismo ne’ presunzione di conquista nei confronti della novita’ nella nostra vita.
Un’attesa fiduciosa, una ricerca operosa, un desiderio sincero, non possono andare a vuoto. Alla luce della fede, “tutto e’ grazia” e a chi bussa verra’ aperto.
L’atteggiamento dell’accoglienza, trasformera’ tutto in dono e la gratitudine per il dono ricevuto ci fara’ dispensatori di cio’ che siamo agli altri. La novita’ accadra’ nella misura della fede ossia nella misura del riconoscimento del dono e della capacita’ di ritrasmetterlo. La novita’ che e’ Cristo con ilsuo Spirito, diventera’ storia nella nostra vita e in quella degli altri. E sara’ allora un tempo nuovo e un mondo nuovo.
Ce lo conceda il Signore mentre ci fa il dono di questo tempo.

Buon Anno nuovo,

gbs

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