Dopo il Natale, festa religiosa, ecco la celebrazione per l’ultimo dell’anno, festa profana. Come da tradizione innumerevoli i botti e numerosi i feriti. Come in altre parti del mondo ci si sfoga oltre il necessario. Nelle Filippine si combatte contro la sfortuna che ha i suoi prodotti in tragedie naturali o umane: orfani, famiglie senza casa e mendicanti sono i primi a sfogarsi con la sorte riservata loro dall’anno passato. In una economia fragile milioni sono i poveri e milionari solo i ricchi. Allora il comune e squattrinato ‘pinoy’ si diverte nell’ultimo giorno di un anno (miserabile come il precedente) , improvvisando dei piccoli cannoni con dei vecchi tubi di PVC, cotone e un po’ di nafta. Come sfida al resto del mondo, cioe’ di coloro che si possono permettere di spendere milioni di pesos in botti, fuochi d’artificio e vere e propie bombe di carta preludio alle armi da fuoco vere e proprie. In realtà ognuno attende la sua fine non tra un botto e l’altro, ma tra paura e speranza. Anche se la felicità si dimentica di noi per un anno intero non lo fa mai del tutto e nell’ultimo giorno ritorna codarda, dopo 364 giorni, immancabilmente rumurosa quasi per farsi perdonare. Mah, speriamo che il Signore mandi qualche giorno in più di felicità il prossimo fine anno. Non solo di mondannità. Alle Filippine e al resto del mondo, affinchè nuova o vecchia che sia, la 25ma ora del 31 dicembre non sia solo la prima del 2000 e B8.
MANIGONG BAGONG TAON po sa inyong lahat! ( Cortesemente Buon Anno a tutti voi!)

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