Dal libro: “Prima che gli uomini di Abu Sayyaf, a rapirmi sono stati la radicalita’ del Vangelo, l’amore per Cristo e la passione per i poveri. per questo ai giovani dico: lasciatevi rapire dagli ideali grandi!”  (p.Giancarlo)

“Fatico a chiamarlo padre Bossi. Per me da tempo e’ Giancarlo. Da quando l’ho conosciuto nel palazzo presidenziale di Manila. Atmosfera raffinata, protocollo severo, aria ufficiale, etichetta obbligata. Stordito dai flash, il missionario appena liberato che ha angosciato tutte le Filippine si mette al centro del salone e aspetta la presidente, Gloria Arroyo. Lei, notoriamente piccolina oltre la media, a fatica allunga la mano a questo gigante. Giancarlo che fa? Se la guarda da almeno un metro (d’altezza) di distanza e le fa con un sorriso beffardo: ” La credevo piu’ alta”. Allora uno che non lo conosce puo’ pensare a una cattiveria (che ha sfiorato una crisi diplomatica). Invece no, era una difesa. In quella situazione, da protagonista, lui ci stava malissimo e ha tentato di sdrammatizzare.”  (Pino Scaccia, dal libro pg.111)

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