Di Gianluca Biccini

«Oceania. Oltre l’orizzonte dei Mari del Sud» e’ una bussola per orientare la navigazione tra le acque che circondano le migliaia di isole del “Continente liquido».
Ce la offre P. Nicola Mapelli, sacerdote del Pime, attraverso le 300 pagine del volume edito da Bulzoni (Roma 2006, € 30,00), per la collana “Itinerari di ricerca storico-religiosa”. Una collana che si propone di presentare contributi di ordine storico – in particolare dal punta di vista religioso e antropologico – su tematiche attinenti a differenti ambiti culturali: antichi e contemporanei, esotici e nostrani.
In vista dell’arrivo di Benedetto XVI in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventu’ in programma a Sydney nel luglio 2008, l’autore compie una sorta di «sopralluogo» in questa parte del globo poco conosciuta, di cui si parla quasi esclusivamente nei depliant delle agenzie turistiche.
E’ un viaggio in un mondo affascinante, compiuto con lo sguardo dell’antropologo e del sociologo, con im-postazione e metodo «eurocentrici», in cui vengono descritti i differenti volti assunti nel corso dei secoli dall’Oceania agli occhi degli abitanti del Vecchio Continente: dall’illusione di una Terra Australis Incognita, che doveva essere ricca di spezie e di riserve auree, alla scoperta delle esotiche bellezze paesaggistiche.
Ancor prima che le acque dell’Oceania venissero solcate da Magellano quello spazio agli antipodi dell’Europa ha rappresentato a lungo «l’orizzonte del sogno». Dai sucessivi viaggi di esplorazione nacque il «mito» dei Mari del Sud con le visioni di bianche spiagge ed acque cristalline. Fino alla scoperta di un volto meno accogliente fatto di violenza feroce e di morte. Quando le moderne discipline scientifche hanno tolto ogni fondamento alle pretese esoteriche e ls ricerca si e’ diretta su binari piu’ rigorosi si e’ puntato sulla scoperta del passato archeologico e antropologico degli abitanti delle Isole del Pacifico e si e’ provveduto alla descostruzione dei concetti religiosi – mana, tabu, dema, totem – che erano stati inventati dall’Occidente nel tentativo di catalogare le origini della religiosita propria di quelle terre: come il profondo rispetto degli aborigeni per Uluru, il grande monolitico che sta nel Cuore dell’Australia; i miti degli abitanti di Papua Nuova Guinea sviluppati altorno ai grandi resti archeologici della Micronesia; i misteri dell’Isola di Pasqua; i riti della Polinesia; o come quei nuovi movimenti a sfondo messianico sorti di recente, quali i culti del Cargo o il Kursngara australiano,
Scorrendo le pagine del libro ci si addentra — forse troppo a lungo nelle leggende riguardanti continenti sommersi per giungere finalmente all’incontro con gli abitanti ‘reali’ della miriade di isole del «nuovissimo Continente», Ed e’ questa la parte piu’ interessante del volume, in cui l’autore si sofferma sulla religiosita’ delle vari popolazioni, oggi a stragrande maggioranza cristiana (84% del totale): qui il Vangelo si e’ innestato all’interno di un tessuto ricco di credenze, che hanno assunto numerose forme nel corso del tempo.
Un ricco apparato bibliografico ed alcune illustrazioni arricchiscono il volume, che e’ utilizzato come libro di testo presso l’Universita’ «La Sapienza» di Roma, dove Padre Mapelli si e’ laureato in Scienze storico-religiose e dove sta attualmente conseguendo il dottorato.

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